di Daniela Larocca

“Fasin di bessoi”. Tutti lo sussurrano, qualcuno lo dice ad alta voce. “Facciamo da soli, facciamo noi”. Lo abbiamo letto sui social poche ore dopo l’alluvione. Lo abbiamo letto durante quella notte tra il 29 e il 30 ottobre, la più lunga che la Carnia e la Valcellina abbiano vissuto negli ultimi 30 anni, quando il buio ha nascosto, per alcune ore, la portata dell’evento. C’era solo il vento, forte contro finestre e porte, a lasciare immaginare cosa ci fosse fuori.

“Fasin di bessoi”, facciamo noi e facciamo subito. E così è andata. L’amore, la caparbietà, la forza di volontà: sono state queste le stelle polari che hanno guidato le persone colpite dall’alluvione. I ragazzi hanno aiutato gli anziani e li hanno soccorsi, le aziende hanno messo a disposizione i mezzi per spalare via il fango e l’acqua. Tutti, a Ravascletto, hanno guardato sotto la flebile luce di una torcia a pile la frana che minacciava le case. A Latisana la piena del Tagliamento ha spaventato come nel ’66. Gli albergatori di Paluzza e Forni Avoltri l’hanno definita “una vera catastrofe”.

Il web doc: il Friuli si rialza

Video di Antonio Nasso
con Maura Delle Case e Daniela Larocca

La sensazione che qualcosa di grande e di eccezionale sia successo è un po’ una fitta alla bocca dello stomaco che tutti hanno provato. E i dati lo confermano: non pioveva così tanto da trent’anni, quasi un milione di metri cubi di alberi è a terra, il vento è arrivato a soffiare a 190 chilometri orari. Tutto per una stima di danni che supera i 600 milioni. Ci siamo arresi? Nemmeno per un attimo. Una bretella stradale è stata costruita in venti ore. L’asfalto è stato ripulito dalle piante spezzate. Ogni casa isolata è stata raggiunta dai volontari. Con fatica, ma pur sempre in tempi brevi, sono tornati acqua ed elettricità. Si iniziano a sghiaiare i letti dei fiumi e i laghi, in una corsa contro il tempo e contro la colonnina di mercurio che, caparbiamente, spinge verso lo zero. Le cose non sono facili nei boschi dove, si stima, ci vorranno cento anni per riavere quello che in tre notti è andato perduto. E il crollo del prezzo del legname rischia di mettere in crisi le imprese della zona.

Eppure, più forte del vento, più forte del boato degli alberi che crollano, c’è quel “fassin di bessoi”. E anche questa volta, orgogliosamente, è così.

Le zone più colpite

Allagamenti, fiumi tracimati, paesi sott'acqua: ecco la situazione in Carnia

29 ottobre 2018

Crolla il ponte di Comeglians. Carnia devastata da una valanga d'acqua, isolata la Valcellina: frana una strada

Le piogge incessanti hanno aperto una voragine sulla strada che collega Mione a Cella, in comune di Ovaro. Una cinquantina le richieste di intervento giunte ai vigili del fuoco. Scuole chiuse nelle aree a maggior rischio. Dissesti idrogeologici in diverse località della regione. Paularo senza energia elettrica per 22 ore. Nel Pordenonese esondato il torrente Cellina a monte della confluenza con il Varma. Allerta sulla Diga di Barcis. Allarme a Latisana per il Tagliamento. Sgomberata la cartiera di Ovaro

30 ottobre 2018

Situazione critica in Carnia: sette persone evacuate, in 18mila senza elettricità. La Regione decreta lo stato d'emergenza

Notte di paura a Latisana dove si è temuto per il livello del fiume che ha raggiunto il suo picco di piena nella tarda mattinata. Poi l'allarme è cessato. Crollato nella notte il ponte a Comeglians, sorvegliato anche il Meduna. I soccorritori non sono riusciti ancora a raggiungere tutti i siti di Erto, Casso e Claut devastati da pioggia e vento nella notte. Acqua alta a Pordenone con scantinati e strade allagate. A23, chiuso il tratto compreso tra Carnia e Pontebba

Il commento

Il “babau” e le ondate di fango che inquietano i nostri paesi

Scolpite nella memoria le grandi alluvioni del Tagliamento, nel 1965 e nel 1966. Ma oggi la formidabile rete di Protezione civile può arginare al massimo i danni di Paolo Medeossi

L'esperto

Una montagna vecchia e malata che nessuno cura

Una perturbazione da tempo annunciata ed ecco il bollettino di guerra che segnala frane, smottamenti, esondazioni, allagamenti, ponti crollati, strade chiuse, paesi e frazioni isolate, non solo in Carnia, ma nel Sappadino, nell’Alta Valcellina, nella Pedemontana pordenonese. Indispensabile sarà evitare lo spopolamento sempre più massiccio di Mauro Pascolini

Opinioni

L'ondata di maltempo sul Friuli: piove così ogni 30 anni, vento a 200 km all’ora

A Malga Chiampuz (Forni di Sotto) caduti 870 mm d’acqua. Raffiche record a Cima Rest, folate a 139 km/h sullo Zoncolan di Marco Ceci

Opinioni

Rischio alluvioni e frane nell’84,7% dei Comuni della regione e per una famiglia su 5

La fotografia dell’Ispra nel rapporto 2018 sul dissesto idrogeologico. Necessari interventi strutturali per la difesa del suolo e di mitigazione
di Elena Del Giudice

1 novembre 2018

Viaggio nella Carnia martoriata dove manca la corrente, le lacrime dei sindaci

Reportage dai comuni flagellati dal maltempo, critica la situazione a Forni Avoltri. L’appello dei primi cittadini: abbiamo anziani in difficoltà, servono generatori di Giacomina Pellizzari

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Danni alla Scuola Sci Carnia: un metro e mezzo d’acqua negli stanzoni Il gestore dell’albergo Bellavista costretto ad annullare le prenotazioni di Christian Seu

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5 novembre 2018

Viaggio tra la gente: "Dimenticati da anni: non è stato fatto niente per la nostra montagna"

I residenti di Ovaro: nessuno ha difeso i boschi della Carnia e questo è il risultato. L’appello: «La politica non decida a tavolino ma ascolti le esigenze del territorio» di Viviana Zamarian

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Int e ploia di mont: ecco il racconto della fotografa friulana dopo l'alluvione che ha messo in ginocchio la nostra montagna di Ulderica Da Pozzo

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