Life plastic free: come combattere la plastica nella vita di tutti giorni

Dall’utilizzo di altri contenitori ai giocattoli per i più piccoli fino all’ufficio, cambiare le nostre abitudini è il primo passo per vivere con meno plastica e inquinare molto meno

Scopri i consigli

Vetro

È un materiale ecologico, igienico e riutilizzabile che può essere usato per l’acqua, sia per contenere del cibo, ed è nettamente preferibile alla plastica.  È stato stimato inoltre che fibre di microplastica sono presenti anche nell’acqua delle bottiglie che beviamo. Bere da contenitori di vetro potrebbe giovare anche alla nostra salute.

Occhio alla spesa

Circa l’80% dei rifiuti di plastica che produciamo deriva dall’industria degli imballaggi, ecco perché il momento della spesa è molto importante: è preferibile scegliere prodotti sfusi o confezioni in carta e in vetro. Anche in bagno la nostra scelta potrebbe orientarsi verso spazzolini con testina intercambiabile, filo interdentale biodegradabile, pettini in legno. Occhio anche ai saponi: se c’è scritto che contengono polyethylene vuol dire che contengono plastica.

Borraccia

Sembra banale, ma investire in una semplice borraccia è uno dei contributi più grandi che possiamo dare alla riduzione della plastica in circolazione. Nella stragrande maggioranza dei comuni infatti l’acqua è potabile ed è possibile utilizzarla. In questo modo non sarà più necessario acquistare acqua fuori casa e ci sarà una bottiglietta in meno da smaltire.

Attenti al wc!

Le cose che buttiamo nel WC non scompaiono. Anche piccoli componenti come cerotti, sigarette, salviettine umidificate, lenti a contatto, assorbenti, tamponi sono spesso realizzati in plastica. Una volta negli scarichi, possono finire nei nostri laghi e nei nostri mari anche in presenza di un sistema di depurazione, tornando poi sulle nostre tavole in forma di microplastiche ingerite dai pesci.

Bimbi plastic free

La cultura del plastic free nasce anche da piccoli, per esempio dall’acquisto dei giocattoli. Quelli di plastica sono non riciclabili e finiscono in discarica o nell’ambiente. Scoprendo biscotti in legno o tessuto, anche il gioco dei nostri bambini diventa eco-sostenibile. Anche nella scelta del biberon si può optare per contenitori in vetro, mentre per l’abbigliamento è meglio scegliere tessuti naturali, così come capi in fibra naturale per fodere del passeggino, tappetini e fasciatoio.

L'ufficio

Ci sono tanti accorgimenti che, anche in ufficio, potrebbero aiutarci a consumare meno plastica. Per esempio si potrebbe preparare la "schiscetta", evitando così stoviglie monouso e spese-extra e mangiando meglio. Non solo, si potrebbe portare una tazzina da casa da usare al posto dei bicchierini da caffè, utilizzare bicchieri in vetro durante le riunioni e portarsi la borraccia da casa e, infine, evitare le penne usa e getta, privilegiando quelle ricaricabili.

Quando le leggi fanno la differenza

Dal 2011 al 2020: le maggiori norme italiane ed europee di contrasto alla plastica

  • 2011

    L’Italia è uno dei primi paesi a vietare la produzione, la distribuzione e l’importazione di sacchetti non biodegradabili. Le ricadute sono state subito immediate: da subito è diminuito il loro utilizzo e cresciuto quello delle bioplastiche.

  • 2018

    Vengono vietati i sacchetti di plastica ultraleggeri nei supermercati (con non poche polemiche) a favore di sacchetti biodegradabili per verdura carne e pesce: dopo le prime resistenze, la riduzione degli imballaggi è stata davvero notevole.

  • 2019

    Il nostro paese è all’avanguardia nel mondo: l’Italia è stata la prima a vietare la vendita di bastoncini cotonati non biodegradabili. No, non si tratta di una minuzia: parliamo dell’8% dei rifiuti rinvenuti nelle nostre spiagge.

  • 2020

    Il nostro Paese sarà il primo in Europa a vietare le micro-plastiche nei cosmetici, responsabili della gran parte dell’inquinamento da microplastiche che poi ritornano anche sulle nostre tavole. Nonostante l’apprezzamento da parte della UE, la legge non include ancora saponi e detersivi.

  • 2021

    Fra meno di due anni dovrebbe scattare la direttiva UE che vieta gli oggetti in plastica monouso come piatti, posate e cannucce. Tra gli altri prodotti banditi anche i palloncini e i cotton-fioc.

  • 2029

    Gli Stati membri si sono inoltre impegnati a raggiungere la raccolta delle bottiglie di plastica del 90% entro il 2029 e le bottiglie di plastica dovranno avere un contenuto riciclato di almeno il 25% entro il 2025 e di almeno il 30% entro il 2030.