Leggi le schede

ORGASMO FEMMINILE

Clitorideo o vaginale? L’orgasmo è un riflesso e, data una stimolazione sufficiente, si verifica con contrazioni muscolari involontarie ogni 0,8 secondi. La contrapposizione tra orgasmo clitorideo e quello vaginale non pare avere molto senso. La maggior parte delle donne raggiunge il piacere solo con la stimolazione clitoridea, mentre una minoranza attraverso la penetrazione.
In realtà ciò che fa la differenza è conoscere con precisione la propria mappa corporea del piacere per ottenere l’orgasmo sapendo che il percorso dell’eccitazione crescente è del tutto personale

AUTOEROTISMO

Per avere una sessualità soddisfacente è necessario conoscere il proprio corpo e capire le proprie modalità per ottenere il piacere. La masturbazione, come sottolineato dalle ricerche Kinsey a metà del secolo scorso, non si limita a situazioni di mancato accesso alla sessualità di coppia ma corre in parallelo per tutta l’esistenza e non sta a significare né la mancanza né l’insoddisfazione verso un partner. Per motivi storico-culturali le percentuali di maschi e di femmine che praticano l’autoerotismo sono ancora oggi sbilanciate in favore degli uomini

FANTASIE SESSUALI

Gli esseri umani si sono sganciati dall’ “estro” da tempo immemorabile e l’organo sessuale più potente si trova nel nostro cervello, nel nostro immaginario erotico. L’insieme di fantasie e preferenze ha ispirato fin dall’antichità, ad esempio, la pornografia: prodotto che utilizza il canale visivo adatto ai maschi. Le femmine di solito preferiscono un erotismo legato a situazioni più complesse, situazionali. Nelle fantasie sessuali possono comparire elementi disturbanti ma che non richiedono di essere agiti come tali, né comunicati al partner

DISPAREUNIA

Termine medico per intendere un dolore sessuale che si verifica durante il rapporto con penetrazione della vagina.  Può essere superficiale, cioè insorgere al momento dell'ingresso nella vagina, nella zona di passaggio (cosiddetto vestibolo) tra l'esterno dei genitali e lo spazio interno della vagina, e profondo, quando si localizza più internamente in genere in concomitanza dei movimenti e delle spinte in fondo alla vagina durante l'atto sessuale.  Le cause possono essere variabili e per lo più legate all'ansia della penetrazione, alla difficoltà di rilassarsi nell'atto sessuale e alla scarsa lubrificazione che, se presente nella giusta quantità, ha lo scopo di ridurre l'attrito con il tessuto vaginale. Anche infezioni e patologie dell'utero e delle ovaie possono contribuire

PERDITE VAGINALI

Sono un materiale fluido o denso, di colorito dal trasparente al biancastro, che fuoriescono in quantità variabile dai genitali esterni, a seconda delle fasi del ciclo mestruale.  Esprimono la normale attività delle cellule vaginali deputate a produrre la lubrificazione e a mantenere la stabilità della flora batterica interna che ha lo scopo di difendere dalle infezioni favorendo la possibilità di avere la penetrazione. Quando assumono un colorito giallo verdastro ed è presente bruciore possono essere la spia di una infezione batterica, mentre quando hanno la consistenza del latte cagliato e si accompagnano a prurito possono essere legate ad una infezione da funghi. Le infezioni possono essere curate efficacemente grazie alla visita ginecologica

RISERVA OVARICA

Termine tecnico con il quale il ginecologo vuole intendere la possibilità futura di una donna di avere una gravidanza in relazione alla sua età. E' costituita dal numero di uova che ogni donna possiede nell'ovaio dalla nascita in avanti e che tende ad esaurirsi nel tempo a causa di una predisposizione genetica ad aver poche uova o di fattori che ne accelerano il consumo nell'arco della vita come il fumo di sigaretta o alcune malattie. Quando la riserva ovarica si è esaurita una donna non può avere più la possibilità di concepire un bambino anche se le mestruazioni sono ancora presenti.  Si misura mediante la determinazione di alcuni ormoni nel sangue e l'esecuzione di una ecografia delle ovaie, da fare nei primi giorni della mestruazione

EIACULAZIONE PRECOCE

È la difficoltà o incapacità nell'esercitare il controllo volontario sull'eiaculazione. Secondo la definizione proposta da Masters & Johnson un uomo soffre di eiaculazione precoce se eiacula prima che il partner raggiunga l'orgasmo in più della metà dei rapporti sessuali. Tuttavia in questo caso si deve valutare l'eventuale presenza di una parallela disfunzione femminile dell'orgasmo che ne ritarda o ne rende impossibile il raggiungimento e che potrebbe rappresentare la reale difficoltà della coppia

DISFUNZIONE ERETTILE

È l’incapacità di raggiungere e/o mantenere un’erezione peniena tale da consentire un rapporto sessuale soddisfacente. Viene distinta in primaria o secondaria rispettivamente se si è manifestata fin dall'inizio dell'attività sessuale o se è invece si è manifestata successivamente a un periodo di vita sessuale soddisfacente. Può essere generalizzata o situazionale a seconda se si presenta sempre nell'attività sessuale o soltanto in determinate situazioni, attività o partner. Può essere psicologica o organica

PENE CURVO

Curvatura peniena che può essere più o meno accentuata. Si va da casi fisiologici in cui congenitamente una delle tre strutture peniene (il pene è formato da tre strutture racchiuse da membrane: i corpi cavernosi, coinvolti nell'erezione, e il corpo spongioso, che avvolge l'uretra, ossia il canale che permette il passaggio dell'urina e del liquido seminale) è ridotta in dimensioni rispetto alle altre determinando la curvatura del pene, fino a casi chiaramente patologici come nella  Malattia di La Peronye o induratio penis plastica. In questa, una o più placche fibro-calcifiche vanno a determinare una curvatura che può essere tale da non consentire  più al soggetto di poter avere rapporti sessuali