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Jeff Bezos, $184B, Usa
Tecnologia

A febbraio ha promesso di donare 10 miliardi di dollari attraverso la Bezos Earth Fund per la salvaguardia del pianeta. L’annuncio dopo lo scandalo sulle minacce di licenziamento emerse a gennaio da parte di Amazon nei confronti dei dipendenti che avessero parlato del ruolo della compagnia nel cambiamento climatico. A novembre del 2015 è entrato a far parte della Breakthrough Energy Coalition, che si propone di costruire un futuro a zero emissioni.

Bill Gates, $122B, Usa
Tecnologia

A gennaio, la Bill and Melinda Gates Foundation che dispone di circa 47 miliardi di dollari, ha aggiunto il cambiamento climatico alle sue priorità filantropiche. Fa parte della Breakthrough Energy Coalition. Con la sua TerraPower Llc, fondata nel 2006, intende costruire piccole centrali nucleari avanzate non per produrre energia, ma per immagazzinarla e integrare le reti del solare ed eolico.

Mark Zuckerberg, $101B, Usa
Tecnologia

Mark Zuckerberg e Priscilla Chan, attraverso la Chan Zuckerberg Initiative, hanno finanziato soprattutto ospedali, ricerca, edilizia popolare, educazione. L’organizzazione si basa sul 99 per cento del patrimonio dei due e non è né una no-profit né una fondazione, ma una società a responsabilità limitata Quel che fa quindi non viene poi detratto dalle tasse come fosse beneficienza. L’ambiente non è fra le priorità Chan Zuckerberg Initiative. Zuckerberg fa però parte della Breakthrough Energy Coalition. Facebook si è impegnata a ridurre del 75 per cento la sua impronta di carbonio, le sue emissioni, e di usare esclusivamente fonti di energia rinnovabili entro la fine del 2020.

Elon Musk, $91.5B, Usa
Tecnologia

Fra tutti, è quello che ha contribuito di più alla salvaguardia dell’ambiente e non certo attraverso la filantropia ma gestendo un’azienda come Tesla. Fusasi con SolarCity nel 2006, è in prima linea nella rivoluzione dell’auto elettrica ed è anche all’avanguardia nella ricerca sulle batterie a ricarica veloce anche per uso in ambito domestico e nella produzione di pannelli solari per le abitazioni. Lo stesso progetto di colonizzare Marte con SpaceX nasce dalla convinzione che l’ecosistema del nostro pianeta sia in pericolo.

Mukesh Ambani, $89.0B, India
Energia

È a capo della Reliance Industries Limited, un gruppo che opera principalmente nella raffinazione e nella petrolchimica. La sua abitazione a Mumbai, soprannominata Dream House, è la più costosa residenza privata al mondo con un valore due miliardi di dollari: 27 piani, 173 metri d'altezza, in acciaio e vetro. Si è però espresso di frequente a favore di un cambio nelle politiche energetiche, puntando a quelle pulite e rinnovabili. Per ora la sua azienda continua a gestire, fra le altre cose, la più grande raffineria dell’India. Fa parte della Breakthrough Energy Coalition.

Bernard Arnault, $88.6B, Francia
Beni di lusso

Un anno fa a Parigi, il numero uno di Lvmh ha organizzato un summit sull’ambiente invitando 40 amministratori delegati di varie aziende. Ha donato 10 milioni di euro per proteggere l’Amazzonia e nell’azienda è nato il programma Life che impegna ogni casa del gruppo sul fronte dalla riduzione delle emissioni, la salvaguardia delle materie prima, ridurre l’impatto ambientale nella produzione e i consumi. Arnault ha criticato apertamente Greta Thunberg rea, a suo parere, di offrire solo pessimismo senza fornire soluzioni pratiche.

Warren Buffett, $82.4B, Usa
Finanza, industria, servizi

La sua Berkshire Hathaway ha investito 30 miliardi di dollari nella costruzione di turbine eoliche e infrastrutture in Iowa, con l’obiettivo di trasformare lo Stato in un “gigante del vento”. Ma Buffett ha dichiarato al Financial Times che l’investimento è avvenuto solo grazie agli incentivi del governo americano: “Non l’avremmo fatto senza il credito d’imposta sulla produzione che abbiamo ricevuto”. Secondo lui la svolta verso un’economia verde ha un costo e quel costo deve esser pagato dallo Stato. Il riferimento è alla conversione delle centrali a carbone della Berkshire Hathaway Energy auspicata da alcuni investitori. Il vice di Buffett, Charlie Munger, in passato a messo in dubbio l’importanza del cambiamento climatico.

Steve Ballmer, $73.7B, Usa
Tecnologia

L’ex amministratore delegato di Microsoft ha fondato Usa Facts, organizzazione no-profit che s dedica all’analisi dei dati della macchina statale americana compresi quelli sull’ambiente. In collaborazione con l’Earth Day Network, realizza ad esempio un rapporto sulle emissioni negli Stati Uniti e i consumi energetici, l’80 per cento dei quali vengono soddisfatti grazie ai combustibili fossili. Il Ballmer Group, la fondazione creata con la moglie Connie, è impegnata sul fronte sociale, dall’educazione all’assistenza legale alle comunità di colore nelle zone più povere del Paese, ma non su quello ambientale.

Larry Page, $72.5B, Usa
Tecnologia

La compagnia che ha fondato con Sergey Brin, Google, ha promosso iniziative e creato una serie di strumenti per fermare il cambiamento climatico. L’azienda dal 2007 ha un’impronta di carbonio neutrale e ad agosto ha stanziato 5 miliardi di dollari per finanziare progetti legati alla sostenibilità ambientale che vanno dalle rinnovabili all’economia circolare. Page in particolare ha investito in Tesla e assieme a Brin attraverso Google.org, il braccio filantropico della multinazionale, ha promosso l’adozione di sistemi di produzione di energia rinnovabile, di mezzi di trasporto ibridi e di tecnologie capaci di prevedere le catastrofi naturali.

Sergey Brin, $70.3B, Usa
Tecnologia

La Brin Wojcicki Foundation, creata con l’ex moglie Anne Wojcicki, si è concentrata soprattutto sull’educazione. Brin, assieme all’altro cofondatore di Google, Larry Page, ha organizzato un Google Camp in Sicilia nel 2019 dedicato al cambiamento climatico. Evento privato da 20 milioni di dollari, e 114 jet privati, aperto solo a personalità dello spettacolo, della politica, dell’imprenditoria. Nel 2010, attraverso Google.org e con il collega Page, ha investito nell’eolico.