La libertà di essere autentici

Lavoro, passione e stile
Viaggio con gli uomini di Fay Archive, "tester" di emozioni

di Ilenia Carlesimo

Prima in Russia, per immortalare un pescatore sul fiume Don, un tagliaboschi che vive in una foresta e un allevatore di cavalli. Poi sull’isola di Gotland, in Svezia, sulle orme di un costruttore di barche, un affinatore di formaggi e un affumicatore di aringhe. E infine in Spagna, a Lanzarote, con un artigiano che realizza tavole da surf.

Sono le scene di vita quotidiana raccontate - attraverso l’obiettivo del fotografo documentarista ed “explorer” del National Geographic Davide Monteleone - da Fay Archive: la linea con cui il marchio del gruppo Tod's, con capi che guardano al dna di Fay, torna alle sue origini e conferma il suo legame con la natura e con quel lavoro, duro ma autentico, da cui proviene.

Era la metà degli anni Ottanta, infatti, quando durante un viaggio nel Maine i fratelli Diego e Andrea Della Valle, intuendone il potenziale, rilevano un'azienda specializzata in capi di abbigliamento tecnico per i pompieri americani e fondano Fay. "Con un'intuizione avuta prima degli altri in Italia, prestano il workwear all’uso urbano e grazie all'innato gusto italiano riescono a trasformare quelle giacche da pompiere in un capo cult come il 4 Ganci", racconta Michele Lupi, men’s collection visionary del gruppo Tod's.

Fay è sempre stato per noi oggetto di grande soddisfazione: ha saputo evolvere e rinnovarsi negli anni. Il nuovo capitolo Fay Archive è la reinterpretazione dei nostri grandi iconici, in primis della famosa giacca dei pompieri, che ha fatto la storia del marchio. Il grande apprezzamento che sta suscitando non può che renderci orgogliosi. — Andrea Della Valle

Ed è proprio da lì che nel 2019 è partito il progetto di Fay Archive, elaborato da Lupi insieme ad Alessandro Squarzi, esperto di stile maschile con una collezione personale di oltre 6mila pezzi vintage militari e da lavoro. "Siamo partiti da quella giacca, la cui fama è stata amplificata dai tanti personaggi celebri che l'hanno indossata, e dal ricco archivio di Fay", continua Lupi. "Poi, indagando sul rapporto del brand con le sue radici, abbiamo scoperto le prime campagne pubblicitarie che avevano come protagonisti i pompieri del Maine ritratti nelle loro stazioni e da lì è arrivata l'idea: narrare la storia di lavoratori veri con un'attitudine in sintonia con il dna del marchio".

Al centro degli scatti di Davide Monteleone non ci sono infatti modelli ma uomini fotografati (quasi come in un reportage) nella loro quotidianità. "Dal pescatore russo all'artigiano spagnolo protagonista del capitolo più recente, quello ambientato a Lanzarote, sono tutti uomini dal pensiero indipendente che hanno scelto di avere a che fare con la natura, anche la più estrema, e a cui abbiamo chiesto di mettere alla prova, sul campo, i nostri prodotti". Non testimonial, ma veri e propri tester.

E più che una campagna pubblicitaria, una suggestiva narrazione che racconta la vita reale con scene capaci di riportare indietro nel tempo. "Foto nate da una bellissima esperienza con persone interessanti e posti affascinanti: insieme al prodotto, abbiamo voluto mettere in evidenza i valori alla base del marchio - dall'amore per l'aria aperta all'autenticità, dalla passione per il lavoro fino alla bellezza di essere liberi - e invitare a un cambio di prospettiva. Perché mai come ora, in questa difficile fase storica che stiamo vivendo, ristabilire un contatto con il passato e la natura di oggi potrebbe fare la differenza". Che sia proprio questo il viaggio che più vale la pena fare adesso?

La storia di Joy

Cambiare vita per tornare alle origini, al contatto con la natura. Cambiare vita per ritrovare, insieme alla natura, anche se stessi. È quello che, con convinzione e coraggio, ha fatto Joy, uno dei tester di Fay Archive: un artigiano di poche parole e molti fatti, di certo più attento alla sostanza che all'apparenza, a cui il brand ha chiesto di testare sul campo la sua giacca 4 ganci.

Dopo aver lasciato le comodità cittadine della sua Valencia, oggi infatti Joy vive a Lanzarote: l'isola vulcanica dell'arcipelago delle Canarie - tra tutte la più autentica e selvaggia - nota per i suoi paesaggi tanto suggestivi quanto aspri. È lì, in quel lembo di terra sferzato ora dal vento degli Alisei ora dalle tempeste di sabbia del vicino Sahara, che l'uomo ha deciso di ri-nascere facendo lo shaper di tavole da surf.

Il lavoro che desiderava, quello che ha scelto: quello in cui mette cuore, mani e testa e che oggi gli permette di vivere pienamente il mare, la spiaggia, il verde, l'aria aperta. La professione con cui crea, per sé e per gli altri, lo strumento giusto per cavalcare l'onda.

Quella dell'oceano, certo, ma soprattutto quella della libertà. Perché in fondo, come insegna la sua storia, non è mai troppo tardi per salpare verso nuovi orizzonti e investire nei propri sogni.