Viaggio in Alaska con i tester
di Fay Archive

Uomini e donne che per scelta lavorano all'aria aperta. E che nei luoghi più impervi dello stato americano, in una natura dura e selvaggia, hanno messo alla prova i capi del marchio

diIlenia Carlesimo

U n allevatore di buoi muschiati. Un giovane che lavora come guardiano di orsi polari in un paese dove in inverno il buio dura circa due mesi. Un geologo che si occupa di trivellazioni. E la comandante di una nave rompighiaccio. Tutti orgogliosi di vivere e lavorare in Alaska — anzi, nei posti più sperduti e impervi dell'Alaska — e a stretto contatto con la natura.

Fay Archive: capi duraturi testati sul campo

Sono i protagonisti della nuova tappa di Fay Archive, il viaggio con cui il marchio del gruppo Tod's batte le zone più remote del mondo alla ricerca di uomini e donne che lavorano all’aria aperta a cui far testare le sue emblematiche giacche 4ganci. Ma è anche un viaggio fino alle origini del marchio, a quando negli anni Ottanta i fratelli Diego e Andrea Della Valle lo fondarono rilevando un'azienda del Massachusetts specializzata in abbigliamento tecnico per i pompieri americani.

Dal 2020 Fay Archive esplora il mondo alla ricerca di chi lavora tra la durezza e la meraviglia della natura

Dopo aver esplorato luoghi suggestivi come le rive del Don in Russia, l'Islanda e il Cile, per la collezione autunno/inverno 2022/23 Fay Archive approda quindi in Alaska. «Un Paese ricco di fascino ma dall'ambiente estremo e difficile» spiega Michele Lupi, anima dell'iniziativa e responsabile dei progetti special del Gruppo Tod’s.

Ciò che traspare dalle immagini e dai racconti è l’approccio per nulla artefatto che abbiamo con ciascuno dei tester

Lì, tra ghiacciai a picco sul mare e foreste sterminate, i tester hanno sperimentato giacche dal taglio over che garantiscono libertà di movimento e materiali resistenti a intemperie e usura del tempo. Ma nulla a che vedere con una campagna pubblicitaria.

«Si tratta di una narrazione dall'approccio giornalistico senza nessuna finzione», spiega Lupi che è andato lì con il fotografo inglese James Mollison. Solo scene di vita quotidiana: senza modelli, styling o trucco. «Un'esperienza di vita. Un viaggio tra amici», conclude Lupi. «Non chiediamo solo di fare foto o girare video: con queste persone entriamo in intimità ascoltando le loro storie o visitando le loro case. Ed è in quei momenti che si costruiscono rapporti veri»

Eben
guardiano
di orsi polari

Nella comunità più a nord degli Stati Uniti, dove il sole non sorge per due mesi all'anno

diIlenia Carlesimo

A Barrow, paesino nel nord dell'Alaska con poco più di 3mila anime, ogni inverno gli abitanti fanno a meno della luce solare per circa due mesi l'anno, più o meno da dicembre a inizio febbraio. È lì, in quel luogo tanto suggestivo quanto estremo all’interno del circolo polare, che vive Eben Hobson, uno dei tester scelti per l'autunno/inverno 2022/23 da Fay Archive, il progetto con cui il marchio del gruppo Tod's testa con workers veri, autentici, le sue iconiche giacche 4ganci.

Eben vive a Barrow, “Utqiaġvik” nella lingua degli Iñupiat

Eben è un nativo Iñupiat e ha da poco terminato gli studi. «Il suo lavoro consiste nel monitorare gli spostamenti degli orsi polari che vivono a ridosso dei villaggi in modo da evitare che mettano in pericolo la popolazione o causino dei danni», spiega Michele Lupi, responsabile dei progetti speciali del gruppo e anima dell'iniziativa insieme al fotografo inglese James Mollison.

«Appena vede un orso avvicinarsi troppo ai confini del paese, Eben fa partire un drone per controllarne meglio i movimenti e tiene informati i cittadini in diretta tramite i social media», continua a spiegare Lupi. «È un lavoro che svolge con grande passione e che in parte ha a che fare con la sua infanzia: la sua famiglia, come molti del luogo, ha sempre avuto una fascinazione per gli animali».

Una vita immersa nella natura estrema, la sua, anche quando non lavora, visto che il tempo libero lo trascorre pescando sul ghiaccio - lì è ancora legale anche la pesca alla balena – oppure, in estate, in una piccola baita di legno che ha fuori dal paese. E la stessa passione si percepisce quando Eben parla di Barrow: del suo paese, la comunità più settentrionale degli Stati Uniti.

E la stessa passione si percepisce quando Eben parla di Barrow: del suo paese, la comunità più settentrionale degli Stati Uniti. «È un giovane abituato a navigare su internet e preparato sul mondo ma è fiero di essere lì e non cambierebbe mai vita», continua a raccontare Lupi ricordando i due giorni trascorsi con lui insieme a James Mollison.

Quando c'è un orso polare in giro, prendo la mia attrezzatura fotografica e faccio volare il drone fino agli orsi. Ottenere questo tipo di contenuti è gratificante, non capita a molti

«Lì c'è un concetto molto forte di comunità, tanto che i bambini vengono accuditi come se fossero figli di tutti, ed Eben è estremamente orgoglioso di farne parte». Nonostante Barrow non sia per nulla un posto facile. Anzi. «Le condizioni climatiche sono davvero estreme, c'è ghiaccio ovunque, e i servizi disponibili sono pochissimi: c'è un ospedale che ha solo una decina di posti letto, c'è un piccolo museo e ci sono un paio di ristoranti e un unico supermarket con prezzi molto alti».

Il podcast

L’Alaska è uno dei luoghi piò inospitali del pianeta, è teatro di situazioni sempre estreme, misteriose, imprevedibili. Colonne di auto abbandonate, immense montagne a strapiombo sul mare e sulle valli, ghiacciai che si sciolgono: sono solo alcuni degli scenari che si presentano ai visitatori e agli abitanti coraggiosi di questo luogo. “In Alaska“ racconta l’esplorazione che il giornalista Michele Lupi e il fotografo James Mollison hanno fatto in questo grande Stato, ma, soprattutto, racconta la loro ricerca di tester per Fay Archive, cioè di persone che hanno scelto di vivere e lavorare a diretto contatto con una natura estremamente dura e selvaggia.

«Assenti, invece, i bar: tra l'altro la vendita di alcolici è vietata ovunque. È un posto isolato, dove i trasporti sono impervi e i collegamenti scarsi, tanto che è raggiungibile solo in aereo, ma anche un posto desolato, dove bisogna riflettere su tutto ciò che si compra perché niente di ciò che si scarta poi potrà essere riciclato, come rivelano ad esempio le automobili arrugginite dei decenni passati o le vecchie motoslitte lasciate accatastate davanti le case. È normale vedere scenari del genere». Ma Eben non vivrebbe altrove.