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Con i Dedicati di Olitalia a ciascun piatto il suo extravergine

A crudo o in cottura, l'olio torna protagonista del cucinare con una linea di prodotti ideata per pizza, pasta, pesce, carne e verdure

Elisir dalle mille virtù, simbolo della dieta Mediterranea e immancabile nelle dispense in cucina: è l'olio extravergine d’oliva. Senza ombra di dubbio il condimento più diffuso sulla nostra tavola poiché dona proprietà nutrizionali al cibo e arricchisce i piatti con gusto. Un prodotto millenario che va scelto però con attenzione perché è un alimento caratterizzato da un vasto patrimonio di fragranze e sentori, qualità che lo rende ogni volta più indicato per alcune pietanze piuttosto che per altre. Gli extravergine non sono quindi tutti uguali. E questa diversità è una ricchezza che va sfruttata perché ai fornelli si hanno risultati migliori quando si sceglie l’olio giusto per ogni ricetta. Saper riconoscere queste specifiche caratteristiche non è semplice e facilmente si potrebbe sbagliare. Come evitare abbinamenti azzardati?



Olitalia, marchio specializzato da oltre 50 anni nella produzione di un’ampia gamma di oli extravergine, oli di oliva, oli di semi e aceti, ha lanciato “i Dedicati”, una linea che risponde alle diverse esigenze della cucina italiana. Il marchio, che nella sua storia ha posto sempre attenzione per la ricerca e lo sviluppo di prodotti innovativi, ha lanciato cinque diverse specialità in grado di esaltare al meglio ogni singolo sapore. E accontenta davvero tutte le ricette, persino la pizza. Realizzate in collaborazione con JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe) e con l’Associazione Verace Pizza Napoletana, l’azienda di Forlì ha selezionato i profili organolettici capaci di sposarsi e armonizzarsi al meglio con varie tipologie di portate. Oltre alla pizza, troviamo la bottiglia dedicata alla pasta, al pesce, alla carne e alle verdure.

«Oggi la cultura gastronomica sta cambiando», dichiara l’azienda in una nota, «Si stanno imponendo nuove tendenze, come l’attenzione al benessere nutrizionale e la valorizzazione dei prodotti locali. In questo contesto nascono “i Dedicati”, ovvero la risposta di Olitalia a questa richiesta di unicità, eccellenza e innovazione. Con “i Dedicati” finisce l’era dell’olio come condimento generico e nasce l’epoca del giusto extravergine a ogni piatto».

Disponibili nel pratico formato da 500 ml, queste le caratteristiche proprie di ciascun prodotto: - Pasta: ha spiccate note aromatiche. È importante che l’olio scelto per questo alimento sia molto versatile poiché il suo utilizzo si può estendere ad una molteplice varietà di sughi e condimenti; - Pesce: è delicato, dal profilo armonico con note di mela e mandorla fresca. È importante infatti che l’olio in abbinamento al pesce non copra la materia prima, ma la accompagni - Carne: ha una grande personalità, è ricco di profumi e sensazioni vegetali. È importante che l’olio sia aromatico per poter accompagnare il gusto di ogni carne - Pizza: è caratterizzato da un marcato sentore di foglie di pomodoro. Esalta gli ingredienti in un trionfo di sapori che valorizzano l’autenticità della vera pizza napoletana - Verdure: ha spiccati sentori erbacei, caratteristica che valorizza al meglio i suoi sapori. La struttura permette a quest’olio di armonizzarsi perfettamente a una materia prima dai gusti decisi e diversificati.

“I Dedicati” sono ideali in cottura, per accentuare e impreziosire le caratteristiche degli ingredienti, ma anche per il condimento a crudo, dove esaltano al meglio la gustosità del piatto. Ne è un esempio la ricetta qui proposta da Olitalia che dimostra come anche una veloce insalata può essere allegra, sfiziosa e soprattutto buona.

La linea “i Dedicati” di Olitalia: cinque oli specifici per piatti a base di carne, pesce, pasta, verdure e pizza

Bouquet di misticanza con perle di melagrana, filetti di speck croccante e noci
Ingredienti per 4 persone
*200 grammi Misticanza
*1 Melagrana
*100 grammi Speck
*80 grammi Noci
*Olio Extra Vergine di oliva I Dedicati speciale per Verdure Olitalia
Procedimento
1- Mettere sulla base del piatto la misticanza, sopra aggiungiamo lo speck tagliato a filettini sottili e tostato in forno a 180° per qualche minuto;
2- sgraniamo una melagrana e cospargiamo l'insalata con i suoi semi, infine aggiungiamo dei gherigli di noce e qualche granello di sale;
3- come ultimo ingrediente per completare la nostra insalata, versiamo un filo d'olio extravergine di oliva I Dedicati speciale per Verdure Olitalia.

Insal'Arte, tante novità e frutta sempre al top

Più gusti e formati per gli estratti del marchio di OrtoRomi. La materia prima, lavorata con il processo HPP, conserva aroma e freschezza

L’Organizzazione mondiale della sanità invita a consumare ogni giorno 3 porzioni di frutta e 2 di verdura. Perché è così importante? «Sono alla base di una dieta sana e varia», raccomanda l’Oms in un messaggio di sensibilizzazione verso l’argomento. «Il loro prezioso contenuto in acqua, vitamine, minerali, fibre e sostanze colorate protettive garantisce al nostro organismo un pieno di vitalità e salute, rinforza le difese e riduce il rischio di obesità, diabete, tumori e malattie cardiovascolari», continua l’Organizzazione. «Grazie all’elevato apporto di fibra, frutta e verdura regolarizzano il transito intestinale e conferiscono un senso di sazietà, limitando il consumo di cibo. Alcune fibre contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e il rischio di ipertensione», spiega l’Organizzazione mondiale della sanità.

Le famose 5 porzioni al giorno corrispondono in media a 400 grammi. Spesso però non si consuma questa adeguata quantità, complice il ritmo frenetico della routine quotidiana che molte volte costringe a mangiare frettolosamente pasti poco equilibrati lontano dalle mura domestiche. Adottare un’alimentazione sana però non è un’impresa impossibile anche se si è costretti a mangiare spesso fuori casa.

Un aiuto per gustare frutta e verdura fresca ogni giorno in modo comodo arriva dai pratici prodotti firmati Insal’Arte, il marchio di OrtoRomi, Società Cooperativa Agricola che da oltre 20 anni garantisce insalate di qualità già lavate, estratti di frutta e verdura e zuppe fresche.

Gli estratti ad esempio rappresentano una valida merenda: un modo alternativo per idratarsi e assumere sostanze essenziali al benessere. Per chi ad esempio non possiede un estrattore Insal’Arte propone una vasta gamma di prodotti già pronti da mettere direttamente in borsa. La linea soddisfa tutti i gusti poiché si arricchisce frequentemente di nuovi sapori. Gli ultimi ad arrivare sullo scaffale sono i 100% Pera, 100% Ananas, 100% Arancia Bionda, 100% Arancia Rossa di Sicilia IGP e 100% Mela Pink Lady. Che cosa li rende speciali?

La linea di bottigliette da mezzo litro si arricchisce di altri due gusti, Pera e Ananas

«Tutti gli estratti», spiega l’azienda in una nota, «vengono prodotti attraverso la tecnologia HPP: solo frutta di prima scelta, estratta a freddo, quindi trattata con questo metodo all’avanguardia che prevede di sottoporre la bevanda già imbottigliata a pressioni elevate, senza alterazioni termiche di rilievo. L’HPP consente di mantenere inalterate le qualità organolettiche delle materie prime e di allungare la shelf life del prodotto a 4 settimane.

Il risultato è un estratto al 100% di pura frutta, senza aggiunta di acqua, zucchero, coloranti né conservanti».

Senza dimenticare l’importanza della materia prima. Insal’Arte selezione solo frutta e verdura freschissima e al giusto grado di maturazione che viene raccolta e confezionata in meno di 24 ore perché la filiera produttiva vede solo due attori coinvolti: le aziende agricole e gli stabilimenti di produzione che fanno capo alla Cooperativa OrtoRomi.

La linea si suddivide in tre categorie che si ispirano ai colori e alle proprietà degli ingredienti: “Green”, verdi come i loro principali componenti; “Love”, in tutte le sfumature del colore della passione; “Smile”, dove sembra che il sole sia stato imbottigliato. Il marchio ha lanciato due diversi formati: la mono porzione da 250 ml e il 500 ml, per chi preferisce avere a disposizione una confezione da degustare in più momenti della giornata. Ma perché sono disponibili in bottigliette di plastica e non di vetro? «Esattamente per lo stesso motivo per cui sono presenti nei banco frigo del reparto ortofrutta», risponde l’azienda, «perché sono estratti a freddo da frutta e verdura di primissima scelta non pastorizzati ma trattati con il processo HPP (High Pressure Processing) che consente di preservare il gusto e gli aromi del prodotto fresco. Il vetro non resisterebbe alla pressione necessaria per non attivare i microrganismi patogeni; la plastica invece è un materiale che può essere trattato con la tecnica HPP».

Alce Nero festeggia i 500 anni di L'Avana

Un cofanetto in edizione limitata celebra il legame con la capitale cubana. Dove l'azienda coltiva il suo zucchero di canna chiaro biologico

Fondata nel 1519 da Diego Velázquez de Cuéllar, L’Avana festeggia quest’anno un importate compleanno: i suoi 500 anni. In occasione della storica ricorrenza, anche Alce Nero ha deciso di celebrare la capitale cubana. Un Paese al quale è molto legato: da qui infatti proviene lo zucchero di canna bio prodotto dal marchio di agricoltori e trasformatori biologici. Ecco perché l’azienda ha deciso di lanciare un un cofanetto che celebra proprio questo prodotto simbolo del territorio cubano, come ci racconta Chiara Marzaduri, responsabile comunicazione Alce Nero. «Cuba è il luogo in cui viene coltivato e prodotto il nostro zucchero di canna chiaro biologico. Per questo, per rendere omaggio ai 500 anni di L'Avana, siamo partiti dalla valorizzazione di questo ingrediente simbolo. L'abbiamo voluto fare partendo dalle nostre relazioni: quella con Fairtrade innanzitutto, che ne tutela il commercio equo e la dignità del lavoro degli agricoltori; e quella con Slow Food, di cui siamo sostenitori ufficiali e che ci ha aiutati ad attingere alla cultura culinaria di un popolo, attraverso chef che ne sono interpreti».

L’iniziativa infatti è sviluppata in collaborazione con altre tre importanti realtà: Slow Food, associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo; Al-leanza Slow Food dei Cuochi, rete solidale composta da cuochi che scelgono di impiegare i prodotti dei Presìdi e delle comunità locali e Fairtrade, marchio di certificazione inter-nazionale che ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei produttori agricoli dei Paesi in via di sviluppo e di contraddistinguere i prodotti di commercio equo e solidale.

«Il sistema di certificazione Fairtrade», spiega Benedetta Frare, responsabile comunicazione Fairtrade Italia, nasce per ridurre le ingiustizie del commercio internazionale attraverso l'introduzione di pratiche di scambio più eque nei confronti dei contadini e dei lavoratori dei Paesi in via di sviluppo. Attraverso un sistema rigoroso di Standard, regola i rapporti commerciali tra aziende e organizzazioni di agricoltori e lavoratori, in modo che a questi ultimi venga assicurato il pagamento di un prezzo minimo, il Prezzo minimo Fairtrade, tale da coprire i costi medi di una produzione sostenibile, e un margine di guadagno aggiuntivo, il Premio Fairtrade, per la realizzazione di progetti sociali, ambientali o di miglioramento della produzione. Il circuito rappresenta 1 milione e 700 mila agricoltori, 1.707 organizzazioni in 73 paesi di America Latina, Africa e Asia di coltivatori di caffè, zucchero, banane, ananas, cacao, e lavoratori nelle piantagioni di banane, tè, fiori e molto altro ancora».

L’edizione limitata del cofanetto, in vendita solo online su alcenero.com alla sezione shop, custodisce una card illustrata, zucchero di canna chiaro biologico prodotto con canna da zucchero coltivata nelle aree più vocate dell’isola di Cuba senza l’utilizzo di sostanze chimiche, seminata e raccolta manualmente e lavorata in maniera naturale. Si caratterizza per un colore dorato e per il suo delicato sapore che lo rende un ingrediente particolarmente eclettico in cucina. Come dimostrano i venti piatti del ricettario “Come essere a Cuba” che si trova all’interno della scatola regalo. Otto proposte salate, sette dolci e cinque cocktails analcolici ideati da otto chef cubani, membri dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi a Cuba, la rete mondiale per sostenere i produttori di piccola scala, custodi della biodiversità. I cuochi aderenti si impegnano infatti a utilizzare ogni giorno nelle loro cucine i prodotti del territorio, a partire dai Presidi Slow Food locali. Hanno partecipato all’iniziativa: Yamilet Magariño Andux, scrittrice e coordinatrice della rete cubana dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi a Cuba; Oscar Barrera Dìaz, del Ristorante Mediterraneo Havana; Tere-sita Castillo Portela, noto volto televisivo cubano; Madelaine Vàzquez Gàlvez, conduttrice televisiva e scrittrice; Enoch Tamayo Acosta, chef di cucina internazionale in alcuni dei migliori ristoranti dell’isola; Acela Virgen Matamoros Traba, membro dell’associazione internazionale dei cuochi cubani del mondo; infine, Echague Piedra Guillermo Rafael, bartender riconosciuto dall’Associazione degli osti de L’Avana, e Omar Julio Sànchez Izquierdo, produttore di bibite fermentate caserecce a base di radici, erbe, frutta e cereali.

Parmigiano Reggiano, top da 40 mesi

Il Consorzio lancia il Progetto Premium per promuovere la lunga stagionatura

Grattugiato sopra al classico spaghetto al pomodoro o unito a ripieni per insaporire ravioli e gnocchi. Oppure semplicemente tagliato e mangiato. È il Parmigiano Reggiano Dop, il formaggio conosciuto, e imitato, in tutto il mondo che nasce esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e in alcune delle province di Mantova e Bologna, tra le pianure e le colline che si estendono fra il Po e il Reno. Amato da nove secoli per il suo gusto deciso, realizzato dai maestri caseari del territorio, da ottant’anni è garantito dal Consorzio di Tutela che ne controlla l’intera filiera. Proprio il Consorzio a fine novembre 2019 ha lanciato il Progetto Premium 40 mesi, con cui promette di aumentare la produzione delle forme di formaggio destinate alla lunga stagionatura. «Il Consorzio punta a raggiungere l’obiettivo introducendo una specifica selezione di qualità a garanzia del consumatore e agevolando, anche economicamente, i caseifici che decideranno di aderire all’iniziativa», ha raccontato il presidente Nicola Bertinelli, «Di fatto, vuole operare da acceleratore di un trend che è anche un’opportunità per i produttori».

Da gustare nella sua semplicità, tagliato e mangiato, il Parmigiano Reggiano esalta il suo sapore abbinato a confetture o frutta secca

Le sue caratteristiche fanno del Parmigiano Reggiano 40 mesi una delle referenze più richieste dal mercato, che ne apprezza soprattutto la friabilità, il sapore sapido e intenso e le proprietà organolettiche. Da qui il desiderio, e la necessità, di averne di più. «Il programma – ha aggiunto Bertinelli – parte dal lato dell’offerta offrendo un incentivo ai caseifici per trattenere sulle loro scalere 30 mila forme che oggi hanno 24 mesi e 70 mila forme delle produzioni 2018. Il tutto affinché questo prodotto non finisca sul mercato prima del dovuto. Lavorando in comunicazione, di concerto con la grande distribuzione organizzata, puntiamo a portare sugli scaffali uno stagionato 40 mesi per Natale 2020. L’importanza del nuovo programma si può facilmente intuire dai numeri: al momento del lancio sono già 56 i caseifici aderenti – sui 320 riconosciuti dal Consorzio –, per un totale provvisorio di oltre 31 mila forme».

Per tagliare il Parmigiano Reggiano, si deve necessariamente usare il tipico strumento. Si tratta di un coltello caratteristico, a lama corta e appuntita, dalla forma a mandorla

Il Parmigiano Reggiano 40 mesi è dunque frutto non solo della bontà della materia prima impiegata, ma anche di tanta pazienza, cura e riposo. Lo sa bene la Nazionale del Parmigiano Reggiano che, composta da 86 caseifici provenienti da tutte le province del comprensorio, ha partecipato allo scorso World Cheese Awards a Bergamo. L’ideatore del team, Gabriele Arlotti, ha infatti dichiarato: «È una novità assoluta: per la prima volta abbiamo presentato anche il Parmigiano Reggiano di oltre 40 mesi, riscuotendo numerosi premi». Mentre la Latteria Santo Stefano di Parma si è aggiudicata il secondo posto assoluto tra 3.804 formaggi provenienti da 42 Paesi con un Parmigiano Reggiano 25 mesi.

Federico Quaranta dà voce al Prosciutto di Parma

Video, immagini e brevi clip raccontano il mondo del celebre crudo

Tra le vie del centro storico in sella ad una bici o a passeggio nei dintorni, alla scoperta delle bellezze del territorio. Così, il conduttore radiofonico e televisivo Federico Quaranta racconta i luoghi e i segreti di una delle migliori specialità italiane: il Prosciutto di Parma. Nel ruolo di storyteller, l’intrattenitore nato a Genova nel marzo 1967 racconta i processi che interessano la filiera e il paesaggio da cui nasce il tipico salume riconosciuto da tutti per il suo sapore dolce ed equilibrato. «Non è sempre facile far capire cosa si nasconde dietro un prodotto come il nostro che necessita di attenzione costante e tanto tempo per un lento affinamento», ha dichiarato Claudio Leporati, direttore marketing del Consorzio del Prosciutto di Parma, l’organizzazione nata nel 1963 come associazione dei produttori che utilizzano e salvaguardano il metodo tradizionale di lavorazione. «Per noi è estremamente importante raccontare le qualità del Prosciutto di Parma in modo semplice e diretto e Federico, da sempre legato al mondo dell’enogastronomia italiana e alle eccellenze del territorio, è riuscito con il suo stile inconfondibile a trasferire tutto questo: la bontà e la dolcezza del Prosciutto di Parma, la sua produzione completamente naturale che non prevede l’utilizzo di alcun conservante o additivo, il significato di Denominazione di Origine Protetta e il suo territorio di origine».

Federico Quaranta racconta i luoghi e i segreti del Prosciutto di Parma sui canali social dedicati, esplorando il territorio e la lavorazione del celebre crudo attraverso immagini e video

Su Youtube il primo episodio di Parma fa Quaranta (disponibile su www.youtube.com/watch?v=x15b3fy1FqE ) parte dal cuore della “Food valley”: i colli emiliani. In particolare dal territorio che circonda il castello di Torrechiara, maniero quattrocentesco che sorge in un piccolo borgo medioevale vicino a Langhirano. Federico Quaranta parte così dalla storia a cui mescola sapientemente aneddoti e curiosità: «Non è il solito intervistatore o testimonial che guarda nella macchina da presa», ha commentato Claudio Leporati, «ma coinvolge gli spettatori e li fa sentire parte della narrazione. Lui mette letteralmente le mani nell'incredibile saper fare dei nostri produttori e sa parlare alle persone». Circondato dalla bellezza della natura, Quaranta prosegue nel viaggio, facendo tappa nel campo di grano puntinato di papaveri rossi di San Michele Cavana e nell'abbazia di San Basilide dove incontra Mario Marini, presidente dei Musei del Cibo. Un’ulteriore testimonianza di amore per il territorio (da vedere su https://www.youtube.com/watch?v=3aXAs3FKvqc ).

Una corona a 5 punte marchia ogni Prosciutto di Parma, identificando e distinguendo il prodotto da tutti gli altri salumi, assicurandone l'autenticità e rendendo riconoscibile al consumatore

L’esplorazione continua sugli altri canali social del Prosciutto di Parma, tra immagini e video: sull’account Instagram, @prosciuttodiparma_it, ai gustosi abbinamenti che vedono protagonista della tavola il salume dal profumo fragrante e dal colore roseo si alternano brevi clip. Mentre su Facebook, @prosciuttodiparma, Federico Quaranta suggerisce accostamenti con vini e spumanti e regala altre chicche sulla storia e l’evoluzione del crudo. Il progetto Parma fa Quaranta fa parte della più ampia strategia di comunicazione dell’azienda che include “Prosciutto di Parma fa parte di te”, la campagna pubblicitaria che ha l’obiettivo di portare il gusto e il sapere di questo prodotto nella quotidianità delle persone.

Dieci anni di boom per
il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco

Grandi festeggiamenti per l’istituzione fondata nel 2009. Che celebra il decennale con un francobollo speciale

Un anniversario da festeggiare alla grande. Perché i numeri che riguardano il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco parlano chiaro: per il 2019 è stimata una produzione di 485 milioni di bottiglie, con un 242 per cento in più sul 2010. «Siamo partiti con una produzione che non arrivava a 142 milioni di bottiglie – ha detto il presidente del Consorzio, Stefano Zanette – per attestarci, a distanza di un decennio, a numeri più che triplicati». Tutto è iniziato infatti nel 2009 dall’unione dei viticoltori, vinificatori e imbottigliatori di nove provincie tra le regioni italiane di Veneto (Treviso, Belluno, Padova, Venezia e Vicenza) e Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine) con l’obiettivo di creare un legame indissolubile tra vino e territorio. «Una strada intensa e ricca di risultati che oggi si traduce in un successo mondiale, in partnership culturali e sportive e soprattutto nella creazione di molti posti di lavoro. E in un contributo fondamentale alla bilancia commerciale italiana, visto che il 75 per cento delle nostre bottiglie viene esportato per un valore pari a 1,8 miliardi di euro», continua Zanette. Il segreto del successo? La sua versatilità: leggero e brioso, è un vino spumante capace di abbinarsi a piatti molto differenti tra loro, spaziando dall’aperitivo al dolce e sposando le cucine più disparate. E nella mixology, l'arte del bere miscelato, è un ottimo ingrediente per realizzare cocktail profumati e originali.

Per il suo decennale il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco ha presentato il francobollo celebrativo della serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico” di Poste Italiane

A dieci anni dalla fondazione, il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco sottolinea il suo ruolo di ambasciatore del made in Italy per il settore enoico entrando nel novero della serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico” di Poste Italiane: nelle stanze del Palazzo della Zecca di Roma, sede della prima Zecca dell'Italia Unita, è stato infatti presentato il francobollo celebrativo dedicato al decennale della DOC Prosecco. Con una tiratura di un milione di esemplari, la vignetta rappresenta uno scorcio di un tipico paesaggio italiano del Nord Est, dove ai i filari di una vigna fanno da cornice le Alpi che svettano sullo sfondo. «La celebrazione del nostro decennale non rappresenta solo un elogio del passato, ma anche e soprattutto uno stimolo a fare sempre meglio in futuro», spiega Zanette. «Consideriamo infatti nostro preciso dovere garantire la durabilità del successo del Prosecco DOC per trasmetterlo alle prossime generazioni, continuare a lavorare per il bene comune e tutelare la bellezza e la natura del territorio da cui nasce, senza il quale non esisterebbe. Non è un caso quindi che il francobollo celebrativo sia dedicato proprio alle terre venete e friulane».

Il Prosecco Doc nasce da un territorio ricco e generoso: 24.450 ettari vitati estesi tra le province del Vento e del Friuli Venezia

Del resto, sebbene sia un vino a vocazione internazionale (particolarmente apprezzato in Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania), la sua anima è tutta italiana: con 24.450 ettari vitati, prende vita da un territorio generoso che delizia, oltre al palato, anche la vista, regalando un paesaggio unico e biodiversificato. Paesaggio che lo stesso Consorzio si impegna a tutelare, ricercando continuamente di rinnovare il prodotto e i suoi sistemi di coltura e vinificazione, promuovendo la produzione biologica e quella integrata e, con il progetto Mosaico Verde, la realizzazione di siepi e boschetti.