La Repubblica

Orologi

Album28 novembre 2019

Chanel e le sue muse come ieri,
anzi meglio

La maison si affida a nove belle donne, tra le quali anche volti storici come Claudia Schiffer, per il lancio della nuova versione del J12. Un pezzo glamour in ogni dettaglio
di Ilenia Carlesimo

l mio secondo decisivo? Quello in cui mi hanno proposto uno spot per Chanel N°5: poi un agente di Hollywood ha visto la pubblicità del profumo in una farmacia di New York e mi ha chiesto se volevo fare cinema. Il resto credo sia storia». Risponde così Ali MacGraw quando le viene chiesto di svelare l'attimo cruciale della sua vita. Per Keira Knightley, invece, è il qui ed ora: «perché io vivo davvero nel presente», mentre Vanessa Paradis sceglie i sentimenti e commenta: «Un istante decisivo è quello in cui ci si innamora».

Sono le confessioni di alcune delle celebri donne che Chanel ha riunito per il lancio della nuova versione del J12, il suo orologio più rappresentativo. Nove donne, tra cui anche volti storici della maison come Claudia Schiffer e Carole Bouquet, che nella campagna "It's all about seconds" condividono le loro esperienze familiari e professionali più importanti e raccontano come vivono il passare del tempo. Al loro polso, il J12: l'orologio che la casa francese ha presentato venti anni fa e che ora "ha cambiato senza cambiare". Arnaud Chastaingt, direttore dello studio creativo dell'orologeria Chanel, ha infatti ideato un restyling del J12 senza toccare l'essenza del modello che Jacques Helleu – allora direttore artistico della maison – disegnò nel 2000 ispirandosi alle carrozzerie delle auto da corsa e alle silhouette dei velieri classe J12 dell'America's Cup (da qui il nome). Nato tutto nero, e poi lanciato in bianco nel 2003, oggi si presenta rivisitato in tanti dettagli, tra cui lo spessore della cassa leggermente aumentato e quello della corona ridotto di un terzo, il bracciale modificato con maglie allungate e la lunetta assottigliata per aumentare l'apertura del quadrante. Diversi anche gli interventi per la parte grafica, con numeri e indici ridisegnati e le menzioni "automatico" e "Swiss Made" ora scritte con il carattere Chanel. Rinnovato, infine, il cuore dell'orologio con il calibro 12.1: un movimento automatico, sviluppato esclusivamente per Chanel dalla manifattura svizzera Kenissi, con la massa oscillante ridisegnata in tungsteno, un'autonomia di funzionamento di circa 70 ore e il certificato Cosc (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres).

L'intento di Chanel con il J12 non era cambiare: era evolvere. E così è stato. Proprio come accade a tutti, secondo dopo secondo, con il trascorrere degli anni.

L’evento

Carole Bouquet, Lily Rose Depp e Vanessa Paradis, sono alcune della donne celebri scelte da Chanel per il lancio del nuovo J12

Anche Naomi Campbell è tra le nove donne riunite da Chanel per presentare l'ultima versione del J12

Lily Rose Deep, figlia d'arte e volto della maison

Le protagoniste

Van Cleef
Wallis Simpson
Nel 1935 Van Cleef & Arpels creò l'orologio Cadenas, simbolo di unione, in omaggio a Wallis Simpson e al suo legame con il duca di Windsor
JaegerLeCoultre
la regina
Per la sua incoronazione avvenuta nel 1953, la regina Elisabetta II d'Inghilterra indossava un orologio-gioiello Jaeger-LeCoultre
Cartier
Jackie Kennedy
Molte foto ritraggono Jackie Kennedy con un orologio in oro: è un Tank di Cartier ricevuto dal cognato, il principe polacco Stanislaw "Stas" Radziwill
Bulgari
Elizabeth Taylor
Sul set del film Cleopatra (1963), l'attrice Elizabeth Taylor amava indossare l'orologio Serpenti e la sua collezione personale di gioielli Bulgari
Blancpain
Marilyn
Blancpain ha esposto a New York un prezioso orologio appartenuto a Marilyn Monroe: un modello in platino e diamanti ispirato all'Art Déco

Accorsi: “Il momento giusto?
Per me è quello dell’azione”

L’attore, nelle sale a dicembre con “La dea fortuna” di Özpetek, vive il suo tempo come fosse sul set fra accelerazioni e pause. Ma scandisce la giornata con un Jaeger-LeCoultre, sua passione di sempre
di Isabella Prisco

Un amico potrebbe dirmi “tranquillo, ti stai solo rilassando”. E invece io, quando rimango fermo, ho sempre paura di perdere tempo». Racconta così la sua relazione con il trascorrere degli eventi Stefano Accorsi, l’attore bolognese oggi tra i più apprezzati del panorama italiano ed europeo. «Non pretendo di essere impegnato freneticamente dalla mattina alla sera, ma preferisco sempre fare qualcosa, specialmente con la mia famiglia. Che sia andare al museo per apprezzare una bella mostra o al cinema per vedere un bel film». Anche perché fin dal suo esordio, segnato nel 1991 dal film Fratelli e sorelle di Pupi Avati, Accorsi di strada ne ha fatta, passando dal maccheronico “Du gust is megl che uan” recitato nella pubblicità di un noto gelato al personaggio di Leonardo Notte nella trilogia della series italiana targata Sky Atlantic di cui l’attore è anche ideatore con i capitoli 1992, 1993, 1994.

«Per natura il mio lavoro è fatto di momenti di grande accelerazione, in cui il tempo sembra durare davvero molto poco. E di altri dove invece tutto è dilatato», continua. E in questo altalenante turbinio, «il tempismo è fondamentale: quando si sente che è il momento giusto per agire, bisogna farlo, senza pensarci troppo».

Sarà forse anche per questo che Accorsi nato il 2 marzo 1971 ha spesso un orologio al polso. E sebbene nei momenti di rappresentanza sia sempre impeccabile ed elegante, è sportivo il modello che preferisce. «Perché mi può accompagnare tutti i giorni in ogni istante che vivo e non ha bisogno di eccessive cure e attenzioni», spiega l’attore. Del resto la sua è una vita iperattiva, non solo nel lavoro: sul suo profilo Instagram, dove ha un seguito di oltre 526mila follower, lo si vede prima in sella ad una mountain bike, poi allenarsi in palestra o correre in mezzo alla natura. «I segnatempo della collezione Polaris di Jaeger-LeCoultre sono tra i miei preferiti», confessa l’amico della maison svizzera. L’ultimo lanciato, il Polaris Date Limited si caratterizza infatti non solo per il design contemporaneo: oltre ad essere impermeabile, assicura la perfetta leggibilità delle sue funzioni, tra cui il datario a ore 3, anche al buio.

«Tra i grandi classici, il Reverso è quello che mi ha colpito per la sua storia così concreta», aggiunge. All’inizio degli anni Trenta lo storico orologio è stato infatti ideato con cassa ribaltabile per proteggere il quadrante dai colpi ricevuti durante le partite di polo degli ufficiali dell’esercito britannico in India. «È il modo di comunicare minimalista e mai sfacciato di Jaeger-LeCoultre che mi fa sentire così a mio agio quando indosso uno dei loro pezzi», rivela l’attore. La casa di orologeria ha accompagnato Accorsi anche durante l’ultima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, rafforzando il particolare legame che la unisce alla settima arte, sostenuta da diversi anni attraverso edizioni speciali e iniziative di beneficenza e ricompensa al talento.

E a proposito di tempo, per vedere al cinema Stefano Accorsi interpretare Arturo, a fianco di Edoardo Leo e Jasmine Trinca nei panni di Alessandro e Annamaria, nella nuova opera di Ferzan Özpetek, La dea fortuna, bisogna aspettare il 19 dicembre. «È un film che parla di storie quotidiane e di rapporti umani, nei quali tutti si possono riconoscere», anticipa Stefano, «e a renderlo speciale e vitale è lo sguardo affascinato e meravigliato delle cose tipico della regia di Özpetek».

Il lusso possibile della sostenibilità

Tra i grandi marchi c'è una sfida virtuosa a essere eco-friendly. Perché, soprattutto per le nuove generazioni, un oggetto non può essere considerato prezioso se non rispetta l'ambiente e i lavoratori. E bisogna agire oggi per garantirsi un domani
di Micol Bozino Resmini

Una moda o un'esigenza? Parlando di lusso c'è un tema dal quale è ormai impossibile prescindere: quello della sostenibilità. A dettare il calendario delle urgenze eco-friendly, l'accresciuta sensibilità da parte delle nuove generazioni, per le quali un oggetto prezioso non può essere ritenuto tale se la sua creazione e commercializzazione non rispetta l'ambiente e i lavoratori. Il risultato è una sorta di guerra virtuosa che ha visto piccole maison e grandi gruppi darsi battaglia a colpi di dichiarazioni di intenti e programmi volti alla sostenibilità. È il caso, per esempio della "lotta" tra Kering (che comprende marchi di moda come Gucci e Saint Laurent, ma anche case orologiere come Girard-Perregaux e Ulysse Nardin) e Lvmh (che vanta in portafoglio prodotti fashion, alcolici, profumi, ma anche colossi delle lancette come Hublot, Zenith, Tag Heuer e Bulgari). Il primo ha fissato obiettivi al 2025, nominati Standard Kering, che definiscono pratiche per la tracciabilità, le norme sociali, la protezione ambientale, il benessere animale e l'impiego di sostanze chimiche e, in accordo con l'Eliseo, lo scorso settembre si è fatto promotore del Fashion Pact (che a dispetto del nome non coinvolge solo brand di moda, ma un totale di 56 gruppi per 250 marchi). Il secondo, anche con l'intento di sottolineare che la sostenibilità è un tema che deve riguardare settori molto diversi tra loro, porta avanti il programma Life (acronimo di Lvmh Initiatives For the Environment): una politica – ci tengono a sottolineare – iniziata già nel 2012, ovvero ben prima che il tema diventasse di tendenza, e che riguarda l'intera filiera.

Anche il Gruppo Richemont (realtà alla quale fanno capo moltissime tra le più prestigiose case di orologi: da Cartier a Jaeger-LeCoultre, passando per Iwc, Panerai, Vacheron Constantin e altri) lo scorso giugno ha aggiornato il suo programma in accordo con l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, al fine di garantire l'eticità non solo di oro e diamanti utilizzati per la realizzazione dei suoi prodotti, ma anche di argento e pietre colorate.

L’ambientalista Krithi Karanth, premiata da Rolex per il suo impegno volto a migliorare il rapporto tra fauna selvatica e abitanti delle zone rurali indiane

Non è un caso che la nuova manifattura di Iwc, inaugurata nell'estate 2018, sia alimentata da energia rinnovabile e che la maison si sia impegnata a ridurre i rifiuti e abbia introdotto confezioni per orologi più piccole e con il 90% di plastica in meno rispetto a quelle precedenti.

Progettata in modo di ridurre a zero le emissioni di anidride carbonica, e dotata dei più moderni dispositivi per il risparmio energetico e per il recupero delle materie di scarto anche la manifattura di Panerai, che quest'anno firma un'edizione speciale del suo modello Submersible in partnership con l'esploratore Mike Horn, suo ambassador da quindici anni. Il nuovo modello subacqueo professionale ha una cassa in EcoTitaniumTM, ottenuto non dallo sfruttamento di risorse naturali ma dal titanio riciclato. Studiato per minimizzare l'impatto ambientale anche il cinturino nero, ricavato da Pet riciclato.

Esplorazioni come modo per assicurare al pianeta un avvenire anche per Rolex, che lancia la campagna Perpetual Planet, volta a potenziare la collaborazione con la National Geographic Society, al fine di studiare l'impatto del cambiamento climatico. Fanno parte di questo progetto l'iniziativa Mission Blue di Sylvia Earle, che mira a proteggere gli oceani, ma anche i Rolex Awards for Enterprise, che premiano gli individui che grazie ai loro progetti fanno progredire la conoscenza e proteggono l'ambiente e il benessere dell'umanità. Come quello di João Campos-Silva, che prevede di usare un raro pesce gigante per salvare e sostenere l'Amazzonia, o di Miranda Wang, che ha studiato il modo di riciclare rifiuti di plastica per produrre nuovi composti chimici utili.

A portare avanti la battaglia della sostenibilità anche la maison indipendente Chopard, che già nel lontano 1999 siglava una partnership con la Prince's Foundation, fondata dal Principe di Galles e dedicata a migliorare il benessere delle persone. Oggi la casa ginevrina può vantare una produzione basata al 100% sull'uso di oro etico, la cui estrazione avviene cioè nel pieno rispetto dei diritti dei minatori e delle loro famiglie.

In vetrina

Bulgari

26.800 euro

Diva's Dream Quadrante con piuma di pavone e cassa in oro rosa e diamanti Al suo interno, un movimento automatico di manifattura

Hublot

81.000 euro

Big Bang One Click Rainbow Pietre preziose di otto sfumature riproducono i colori dell'arcobaleno sul quadrante e la cassa in King Gold Movimento automatico

Jeager-LeCoultre

Prezzo su richiesta

Rendez-Vous Sonatina Celebra la natura grazie a mestieri rari come il guillochage, la micropittura su madreperla e l'incastonatura. In 8 pezzi

Oris

9.000 euro la trilogia

Blue Wale limited edition Balenottera azzurra incisa sul fondello, per questo orologio, parte di un cofanetto destinato a sensibilizzare sulla difesa dell'ambiente

Rolex

14.950 euro

Sea-Dweller Cassa in acciaio e oro e movimento automatico di nuova generazione interamente sviluppato e prodotto in house

Chopard

109.000 euro

L.U.C. Flying T Twin Primo modello con tourbillon volante della maison. Calibro certificato Cosc. La cassa da 40 è in oro etico certificato Fairmined

IWC

14.500 euro

Pilot's Watch Timezoner Edizione speciale che celebra la traversata atlantica di Antoine de Saint-Exupéry, avvenuta 80 anni fa In soli 80 esemplari

Omega

Prezzo su richiesta

Seamaster Planet Ocean Ultra Deep Professional Affronta gli oceani con 10 giorni di autonomia e impermeabilità fino a 15.000

Panerai

19.900 euro

Submersible Mike Horn Edition Cassa da 47 mm, dispositivo proteggi-corona, lunetta e fondello in Eco-Titanium Il cinturino è realizzato in plastica riciclata

Zenith

7.900 euro

El Primero A384 Revival Celebra i 50 anni della fortunata linea riproponendo nelle proporzioni la versione del 1969: 37 mm di diametro Movimento automatico

Il Serpenti
cambia pelle

Ispirata al rettile simbolo di seduzione, la storica creazione di Bulgari si presenta in una moderna versione femminile da indossare ogni giorno. In oro bianco, rosa o giallo (con o senza diamanti), ma anche più pratico, tutto in acciaio
di Francesca Gugliotta

Il Serpenti cambia pelle: Bulgari presenta la nuova incarnazione del celebre orologio gioiello proposto negli anni Quaranta e ispirato al rettile simbolo di seduzione. Nasce il Serpenti Seduttori, l'orologio da donna da indossare ogni giorno: «Un Serpenti più informale e pratico, che può essere in oro bianco, rosa o giallo, con o senza diamanti, ma anche nel più versatile acciaio», racconta Fabrizio Buonamassa, direttore creativo degli orologi della maison romana. «Serpenti Seduttori non è più un accessorio rigido che gira intorno al braccio, come gli altri, ma aderisce perfettamente al polso grazie a un bracciale flessibile studiato ad hoc». Novità che ha richiesto cinque anni di progettazione: «All'inizio era un orologio semi rigido, poi abbiamo inserito il bracciale morbido formato da esagoni snodabili che citano le scaglie del serpente e abbiamo ideato la cassa sottile (da 33 millimetri) a goccia che richiama la testa dell'animale». La superficie del bracciale sembra tutta uguale, ma è formata da tante scaglie in file di tre o di quattro assemblate con piccole viti che danno vita alla maglia flessibile. «Questo è il design: rendere un oggetto complesso il più semplice e comodo possibile».

Un modello che continua la lunga storia del Serpenti: «Il primo Serpenti nasce dopo la Seconda Guerra Mondiale, il 1948 è la miglior datazione che siamo riusciti a dare tramite le nostre ricostruzioni », racconta Lucia Boscaini, responsabile dell'archivio storico di Bulgari. «Il primo orologio era in Tubogas, il materiale tipico del design industriale ma raramente usato in gioielleria, in oro giallo e con quadrante quadrato. Il Serpenti, proposto come un esperimento, diventa fin da subito molto richiesto, interpretato negli anni in chiave stilizzata o animalier con scaglie smaltate, occhi vividi in gemme preziose e lingua biforcuta, un oggetto del desiderio per le donne di tutti i tempi».

Bulgari nella storia

1948

Il prezioso debutto nel dopoguerra

Nascono i primi orologi Serpenti, con bracciale in oro a uno o più giri realizzato nel tipico motivo Tubogas

1965

Arrivano le scaglie tridimensionali

Il Serpenti assume un aspetto sempre più animalier: compaiono per la prima volta le scaglie smaltate a mano

1985

Minimal o animalier anzi camaleontico

Dagli anni Ottanta al Duemila il Serpenti cambierà più volte pelle, geometrico e minimal o prezioso e animalier

1955

Il meccanismo entra nella testa

Serpenti per la prima volta ingloba il meccanismo nella testa. Ancora non ha le scaglie ma una maglia a “pallini”

1970

Ritorno alla sobrietà fra linee e geometrie

L'uso dei tre ori, bianco, giallo e rosa, per un bracciale-orologio in Tubogas che ritorna alla linearità degli anni Quaranta

2010

Con il Tubogas si guarda al futuro

Nasce il Serpenti Tubogas: la testa stilizzata ricorda il rettile, il bracciale a tre giri è realizzato con la tecnica tubogas

Forumula (E)lettriche
Lusso e tecnica si sposano in pista

Debutto vincente nel campionato di monoposto E per la nuova partnership dei due brand storici di auto (Porsche) e cronografi (Tag Heuer) uniti dalla forte passione per ingranaggi e motori
di Simonetta Suzzi

Alla sua stagione di esordio nel campionato ABB FIA Formula E 2019-2020 (competizione automobilistica destinata a vetture monoposto con motore elettrico) il team Tag Heuer Porsche Formula E è il frutto della nuova partnership tra i due brand uniti dalla forte passione per il mondo dei motori. Per Porsche si tratta di un debutto nella prima competizione su strada per sole auto elettriche, per Tag Heuer, Title and Timing Partner del team, è invece il consolidamento di un impegno iniziato sin dalla prima edizione della Formula E nel 2014, scandendo il tempo di un campionato di cui è stato partner fondatore. Il team gareggerà con la 99X Electric, la nuova monoposto a zero emissioni di Porsche guidata dai piloti Neel Jani e André Lotterer. «L'innovazione è sempre stata al centro di Tag Heuer», ha dichiarato Frédéric Arnault, chief strategy and digital officer del brand - e questa partnership con il nuovo team Porsche ci permetterà di continuare a portare continue innovazioni negli sport motoristici».

Del resto, Tag Heuer vanta una lunga tradizione nel mondo automobilistico, iniziata nel 1933 con la realizzazione del primo cronografo da cruscotto e proseguita con l'impegno nel cronometraggio sportivo in Formula 1 e con partnership importanti con i migliori team e piloti. Una passione che il brand testimonia anche in alcuni dei suoi orologi più celebri, come il Carrera, forse quello fra tutti che meglio rappresenta il suo legame con il mondo delle quattro ruote. Lanciato nel 1963 in omaggio alla famosa quanto pericolosa corsa automobilistica Carrera Panamericana, disputata sulle strade messicane tra il 1950 e il 1954, è sempre rimasto fedele al suo dna di orologio sportivo pensato per i piloti. Che possiamo ritrovare anche nel rinnovato Carrera Calibre 16, rivisitato con alcuni aggiornamenti stilistici: dalla maggiore leggibilità del quadrante, a una linea più affusolata della cassa in acciaio, a nuovi abbinamenti di colore. Guadagnando in termini di vestibilità e di stile. Sul fondello è stampata l'impronta di un pneumatico da corsa.

Il calendario perpetuo? Un mito al giusto prezzo

L’orologeria ha proposto in passato pezzi “belli e impossibili”, ma oggi è facile l’acquisto di pregio a cifre più accessibili Frederique Constant resta campione nel contenere i costi grazie all’industrializzazione dei suoi meccanismi
di Dody Giussani

L’orologeria produce sogni, pezzi "belli e impossibili", desiderati, ambiti e irraggiungibili. A volte per rarità, più spesso per prezzo. Capire perché alcuni orologi costino cifre paragonabili a piccoli appartamenti non è semplice. Si sente domandare: "Ma è in oro?". Sì, spesso sono modelli in oro, ma certamente non è il peso della cassa a giustificarne il prezzo. Il valore è tutto all'interno. Nei costi di sviluppo e realizzazione di meccanismi complicati, che riempiono il quadrante di indicazioni e gli occhi di chi guarda di emozioni.

Fra gli orologi più sognati ci sono i calendari perpetui. Modelli meccanici da polso che segnano sul quadrante giorno, data, mese e anno, senza necessitare mai di correzioni (sempre che ci si ricordi di caricarli). Il loro meccanismo è non solo sofisticato, ma storicamente pregiato e, per anni, appannaggio delle poche firme che possedevano il know-how per realizzarlo. Fra tutte Patek Philippe, che per prima abbinò il perpetuo al cronografo, creando un oggetto destinato a posizionarsi ancora più in alto nella scala dei desideri.

C'è quindi stato un tempo in cui aspirare a possedere un calendario perpetuo, senza avere la necessaria disponibilità economica, significava ripiegare su complicazioni analoghe ma meno prestigiose, dal calendario completo all'annuale. Quest'ultimo, a ben vedere, pare sia nato proprio per soddisfare il desiderio di sfoggiare al polso un orologio che avesse sì l'appeal di un perpetuo, ma un prezzo più "accessibile".

Poi, nel 1986 arrivò il Da Vinci di IWC. Un pezzo per il quale fu tirata in campo la creatività di spregiudicati orologiai, che rivoluzionarono il meccanismo del perpetuo progettando un movimento di disarmante semplicità. Il risultato fu un crono-calendario perpetuo proposto a pochi milioni di lire, per di più – oltraggio – con una cassa in ceramica. Nel 1996 fu la volta di Ulysse Nardin e di un altro talentuoso orologiaio, Ludwig Oechslin, che trasportò nel XX secolo i principi dell'orologeria astronomica di trecento anni prima, creando un perpetuo a ingranaggi che per semplicità superava il Da Vinci, grazie alla possibilità di rimettere tutte le indicazioni attraverso la corona sia in avanti che indietro (perché il calendario perpetuo non è complicato solo da costruire, ma anche da impostare e regolare al polso). Anche in questo caso il prezzo finale dell'orologio sbaragliava i prodotti della concorrenza.

Ma lasciamo il passato, perché oggi, per chi desideri un perpetuo a un prezzo che non richieda la concessione di un mutuo, la scelta è ancora più ampia. A dare il via a questa corsa a un lusso accessibile – e Swiss Made – è stato Frederique Constant, che nel 2016 ha lanciato un perpetuo di manifattura a meno di 8.000 euro (in acciaio). Il merito è di un accurato studio dell'industrializzazione del meccanismo, progettato per essere interamente realizzato su macchine a controllo numerico, limitando al minimo la necessità di interventi manuali sulla geometria dei componenti. A tre anni di distanza, il Manufacture Perpetual Calendar resta il campione nel rapporto qualità-prezzo. Diverso l'approccio di Montblanc che, riprendendo i principi di un progetto open source

messo a disposizione da Oechslin nei primi anni 2000, ha realizzato un meccanismo impostato su un funzionamento a ingranaggi (senza leve, come l'Ulysse Nardin del 1996), quindi più semplice da costruire e da utilizzare. Lanciato a 15.300 euro (in acciaio) allo scorso Salone dell'Alta Orologeria di Ginevra, l'Heritage Perpetual Calendar si è trovato coinvolto in un testa a testa con Baume & Mercier e il suo Clifton Baumatic Perpetual Calendar. Un orologio che, abbinando finalmente la platina per calendario perpetuo Dubois Dépraz al movimento automatico proprietario Baumatic, offre alte prestazioni a un prezzo, 22.000 euro, più che concorrenziale. Quello dei calendari perpetui è l'esempio più emblematico di una tendenza dell'orologeria a spostarsi dal segmento ultra-lusso a quello del miglior rapporto qualità/prezzo. Con uno sguardo ai mercati europei e uno, sempre più attento, ai nuovi consumatori. Da una parte le iniziative a salvaguardia dell'ecologia, in cui oggi si impegna – fortunatamente – la quasi totalità delle marche orologiere, dall'altra un'offerta dall'irresistibile appeal, per stile, contenuto e… prezzo, sono le armi sfoderate per conquistare i più giovani.

Omaggio a Roma per due traguardi di grande appeal

Collezione limitata Patek Philippe per celebrare i 225 anni di Hausmann & Co., suo partner storico
di Mara Cella

La maison ginevrina rende omaggio a Roma e allo storico partner Hausmann & Co. L'apertura della boutique Patek Philippe ha coinciso, infatti, con il 225° anniversario di Hausmann & Co. con la quale la maison ha una collaborzaione pluricentenaria. E Patek Philippe ha voluto rendere eterno questo istante realizzando una collezione in edizione limitata dedicata alla capitale. «Un'edizione speciale Patek Philippe dedicata ad un nostro concessionario è una rarità», spiega Laura Gervasoni, direttore generale Patek Philippe Italia. «Il concessionario deve innanzitutto vantare un secolo di collaborazione con Patek Philippe e nel caso di Hausmann & Co. dai nostri archivi risulta documentata una collaborazione costante a partire dal 1900, dunque da quasi 120 anni. Il secondo motivo è l'anniversario: 225 anni di Hausmann & Co.».

Giocando sulla pronuncia francese del numero 225, come in un originale rebus, sono stati ideati 127 pezzi: due segnatempo della collezione Rare Handcraft con quadrante in smalto cloisonné raffiguranti Piazza di Spagna e Castel Sant'Angelo, entrambi pezzi unici; cento esemplari della collezione Calatrava ref. 5296, cinquanta in oro rosa e cinquanta in oro bianco, con quadranti inediti che indicano le ore XII con cifre romane e venticinque esemplari della collezione Ore del Mondo ref. 5230R con quadrante al centro guilloché a mano di colore rosso porpora, colore dell'antica Roma, creato ad hoc (non esisteva prima nella palette cromatica del marchio) e indicazione della città di Roma sul disco dei fusi orari. Sul fondo pieno o in cristallo di zaffiro, in base alla referenza, è inciso a ricordo dell'anniversario "Hausmann & Co. 1794-2019". E si può dire che dallo scorso ottobre la Città Eterna fra le sue tante meraviglie possa vantarne un'altra. «L'Italia è da sempre un mercato molto importante per noi, così dopo la boutique di Milano nel 2008 da tempo pensavamo a Roma. Il 2019 segna anche i 20 anni della filiale italiana di Patek Philippe» ribadisce Laura Gervasoni, «con l'apertura della boutique di via Condotti attraverso un filo conduttore che rispecchia i colori, le armonie e la filosofia che distingue Patek Philippe nel mondo, insieme all'alta professionalità del team Hausmann & Co., di certo celebriamo al meglio anche questo ventennale, fidelizzando la clientela italiana».

Che mercato stravagante
Le lancette puntano all’oro e agli smartwatch

Contraddittorio il quadro delle vendite degli ultimi mesi: l’esportazione dalla Svizzera è in calo ma il valore complessivo è in aumento del 2,9 % E l’ Italia? Come Hong Kong, è in trend negativo
di Francesco Patti

È un quadro contradditorio quello che emerge dalle statistiche sul mercato dell'orologeria negli ultimi mesi. Se da un lato il numero di pezzi esportati dalla Svizzera è in calo del 13,5 per cento tra gennaio e settembre, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dall'altro il valore complessivo, con 14,99 milioni di franchi, è in crescita del 2,9 per cento (dati Fédération de l'Industrie Horlogère Suisse). Una tendenza consolidata da almeno due anni, dovuta a vari fattori che vanno dalla diffusione di smartwatch e dispositivi connessi, sempre più competitivi nel segmento al di sotto dei 500 euro (quello dei grandi numeri), all'instabilità economica di molti paesi, che porta i clienti su acquisti che siano anche un investimento futuro.

Ecco quindi che tornano a salire le vendite di orologi in oro o acciaio e oro (rispettivamente +13,9 e +25,6 nel solo mese di settembre), visti come un valore sicuro in tempi di crisi. L'Italia fa storia a sé e, pur rimanendo al nono posto tra i paesi importatori dalla Svizzera, fa registrare un calo del 5,7 per cento nel valore complessivo, rispetto ai primi sei mesi del 2018 e addirittura un –18,3 per cento rispetto al 2017. Dati certamente negativi, ma in linea con quelli di Hong Kong che, nonostante un calo del 6,2 per cento rispetto al 2018, resta saldamente al primo posto tra i mercati mondiali.

A incidere sull'andamento delle vendite sono fattori diversi, non necessariamente legati al settore specifico. A Hong Kong, per esempio, l'ormai permanente protesta per i diritti civili, che porta in strada milioni di persone ogni weekend, è la prima causa del calo dei visitatori e conseguentemente di vendite . Il mercato italiano è diviso tra le grandi città, in cui il turismo costituisce la voce principale per l'intero settore del lusso e dell'orologeria in particolare, e i piccoli centri in cui prevale la clientela italiana, che tende a scegliere modelli e brand classici e che non si svalutino nel tempo. Al di là delle singole situazioni, le fluttuazioni vanno lette nel lungo termine, come nel caso del mercato cinese che alcuni analisti davano per saturo, mentre nei primi sei mesi di quest'anno è cresciuto del 15,3 per cento (e del 29.8 per cento rispetto al 2017), anche grazie all'incremento della distribuzione online e a nuove collezioni adeguate al gusto locale. Strategie nuove, efficaci per adattarsi a scenari in rapida evoluzione.

Eberhard si racconta con il suo museo
e il “neonato 1887”

Centotrenta anni di storia, il ritorno alla "Maison de l'Aigle" (sede originale) dove sono già stati accolti molti visitatori. E la volontà di condividere l'estetica e le innovazioni che hanno reso grande il marchio
di Mara Cella

Tra il 1887 quando Georges-Lucien Eberhard fondò a La Chaux-De-Fonds la Manufacture d'Horlogerie Eberhard & Co. Nel 2019 il marchio proprio in quello stesso palazzo storico noto come "La Maison de l'Aigle" ristabilisce la sua sede originaria nella cittadina elvetica, culla dell'orologeria mondiale.

Un ritorno alle proprie radici e una chiara volontà di ripercorrere e condividere il patrimonio culturale Eberhard & Co. celebrandolo con l'apertura del primo Museo della Maison, che diviene il palcoscenico designato a raccontare gli oltre 130 di storia e innovazioni del marchio, attraverso un ricco calendario di iniziative con club, rivenditori e appassionati di tutto il mondo.

«Inoltre La Chaux- De Fonds celebra quest'anno il decimo anniversario del riconoscimento di Patrimonio Unesco e il ritorno alla nostra storica sede, l'apertura del Museo Eberhard & Co e il suo inserimento fra le tappe turistiche della città – che solo in questi giorni ha attratto oltre seimila visitatori – ci riempie d'orgoglio», sottolinea Mario Peserico, direttore generale Eberhard & Co. «Allo stesso modo il lancio del nuovo calibro EB140 a carica manuale custodito nel nuovo 1887 rappresenta il nostro ponte fra due elementi che ci contraddistinguono: classicità e futuro», ribadisce Peserico. «Il nuovo 1887 è un orologio di manifattura sviluppato con il nostro partner industriale Sellita con un posizionamento di prezzo notevolmente competitivo. La nostra visione ci porta ad una democratizzazione dell'innovazione rivolgendoci ad una fascia media di mercato ma sempre di nicchia».

Anche l'estetica del 1887 svela una cura minuziosa: la cassa in acciaio da 41,8 mm dà ampio respiro all'eleganza del quadrante in due versioni con numeri ed indici dorati o rodiati. Look vintage con il "clou de Paris" e datario trapezoidale. E particolare innovativo che diviene protagonista è il cinturino in seta Jacquard ribordata in due versioni (oltre al tradizionale in alligatore) realizzate in collaborazione con il cravattificio Ulturale, nota eccellenza sartoriale napoletana. Prezzo: 3.100 euro.

Icone senza tempo

Ci sono oggetti capaci di segnare la storia e diventare simbolo di stile

Oggetti. Siamo circondati di oggetti. Ne possediamo spesso in quantità eccessive. Utili, inutili, costosi, economici, piccoli, ingombranti. Alcuni servono per uno scopo, altri sono semplicemente ornamentali. Alcuni ci rappresentano, li abbiamo scelti con cura e raccontano qualcosa di noi. Altri ci sono stati regalati, magari non ci piacciono, ma li conserviamo come ricordo. Altri ancora identificano un legame, hanno un valore affettivo che va oltre quello intrinseco o l’utilità. Ci sono oggetti che hanno rivoluzionato le nostre vite e oggetti di cui potremmo tranquillamente fare a meno. Ci sono oggetti che hanno il loro momento di gloria e finiscono nel dimenticatoio, altri capaci di vivere in eterno, come un’opera d’arte. Auto, accessori, arredi, suppellettili, gioielli, orologi. Tra i miliardi di oggetti che popolano le nostre vite, alcuni diventano icone senza tempo e simbolo di stile per le loro caratteristiche uniche. È il caso dell’orologio J12 di Chanel che si appresta a compiere 20 anni ed è appena stato premiato nella categoria “Ladies” del Grand Prix d’Horlogerie de Genève (GPHG) 2019, uno degli appuntamenti più importanti del mondo dell’orologeria.

Chanel J12



Senza tempo
Vent'anni di storia per l'iconico modello appena premiato al GPHG 2019

Inimitabile
Fedele alle sue linee originali ispirate alle auto da corsa e all'America's Cup

Il primo esemplare di J12 nasce nel 2000 dall’estro creativo di Jacques Helleu, direttore artistico della Maison Chanel in quegli anni, appassionato di auto da corsa e di vela. E proprio ispirandosi alle sue passioni Helleu disegnò per se stesso questo orologio da polso: nero, sportivo, fluido. Le forme attingono dalle scocche dei più esclusivi bolidi a quattro ruote e dai velieri classe J12 dell’America’s Cup, che appunto diedero il nome all’orologio. La versione ideata da Helleu in nero ebbe una prima evoluzione con il lancio della versione bianca nel 2003, particolarmente apprezzata dal pubblico femminile. Da allora il J12 è stato rivisitato di anno in anno, senza mai perdere la sua natura originale. E oggi, alla soglia dei suoi vent’anni di storia, l’attuale direttore artistico dello studio creativo dell’orologeria Chanel, Arnaud Chastaingt, ha reso omaggio al suo predecessore ormai scomparso, e a questa icona di stile senza tempo, lanciando il nuovo J12 che incarna tutta l’essenza dell’originale di Helleu.

Resistente
Realizzato in ceramica bianca altamente resistente e acciaio con quadrante laccato bianco

Innovativo
Movimento di manifattura calibro 12.1 a carica automatica by Kenissi per Chanel

Il nuovo J12 “cambia tutto, senza cambiare nulla”, specificano dalla casa madre. E infatti a primo impatto rimane fedele alle linee dell’antenato. Ma guardando con attenzione e analizzandone le caratteristiche tecniche, scopriamo che oltre a qualche dettaglio estetico, la vera novità è il suo movimento di manifattura calibro 12.1, un movimento meccanico a carica automatica, sviluppato dalla manifattura svizzera Kenissi in esclusiva per Chanel, con la massa oscillante ridisegnata in tungsteno, un’autonomia di funzionamento di circa 70 ore, impermeabile fino a 200 metri e certificato Cosc (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres). Realizzato in ceramica bianca altamente resistente e acciaio con quadrante laccato bianco, lunetta girevole unidirezionale, bracciale in ceramica bianca altamente resistente con tripla chiusura pieghevole in acciaio e corona avvitata in acciaio con cabochon in ceramica bianca altamente resistente, il nuovo J12 premiato a Ginevra rappresenta una vera e propria evoluzione del J12 del 2000. “Non è un nuovo J12, è il J12. Quello di oggi e di domani, e anche quello di ieri. Un’icona non cambia, si adatta al tempo che passa, lo cattura, lo scolpisce, lo sublima, lo comprende”, sottolineano da Chanel. E come dargli torto.

Efficiente
Autonomia di circa 70 ore, impermeabile fino a 200 metri e certificato Cosc

Cambia tutto
Senza cambiare nulla: Chastaingt ha mantenuto il DNA del design di Helleu

Disponibile in bianco o nero, con o senza diamanti, in tiratura limitata o addirittura come pezzo unico con quasi 50 carati di diamanti taglio baguette, tra i dettagli del nuovo J12 spiccano la lunetta assottigliata e la nuova minuteria, con il numero dei dentelli aumentato a 40 e numeri e indici ridisegnati dallo Studio di Creazione Chanel per un quadrante dall’effetto più pulito. Lo spessore della corona è stato ridotto di un terzo, come il cabochon di ceramica che la rifinisce, e al centro del quadrante sono stati aggiunti degli indicatori al chemin de fer interno che, a sua volta, è stato oggetto di restyling. Anche le lancette sono state riviste e corrette: quelle delle ore e dei minuti adesso sono della stessa larghezza con una modifica di dimensione delle parti luminescenti in Superluminova di colore nero sul J12 nero e bianco sul J12 bianco, per creare l’effetto negativo. Lo spessore della cassa è stato leggermente aumentato e, grazie al suo profilo arrotondato, non appare più spessa di prima. La costruzione del fondello e il design del nuovo bracciale, lievemente modificato con delle maglie allungate, accentuano ulteriormente le linee slanciate e lo stile di questo modello diventato un’icona senza tempo. Perché come disse la fondatrice della Maison francese, Coco Chanel: “La moda passa, lo stile resta”.

Sostenibilità
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Ambiente ed etica sono i due imperativi del nostro tempo Il mondo dell’orologeria è tra i settori più sensibili e attenti

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