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Streetwear: dalla strada al fashion system, lo stile dei giovani che non conosce crisi

Adolescenti e ventenni in divisa: felpe, jeans, T-shirt, camicioni e giacconi, leggings, sneakers e anfibi. Tutti griffatissimi. Mescolando con il proprio gusto questi capi base i ragazzi creano un’immagine personalizzata o aderiscono a una “tribù estetica”. Salvando, anche in tempi di Covid, il mondo della moda
di Laura Asnaghi

Lo streetwear è il più grande business della moda, che non conosce crisi anche ai tempi del Covid. Ne vanno pazze le giovani ragazze, super competenti in materia, esperte conoscitrici di marchi e abilissime nello shopping online o fisico nei loro negozi di riferimento. Fatto di felpe, jeans, T-shirt, leggings e sneakers lo streetwear è tutt’altro che la negazione della moda.

Ogni capo è infatti griffatissimo, ma a definire i trend ci pensano i giovani che scelgono autonomamente come mescolare colori, fantasie, modelli e taglie. Questo perché dietro lo streetstyle c’è lo spirito ribelle delle generazioni young, che amano trasgredire e mettere a soqquadro tutto quello che fa parte di un guardaroba convenzionale e troppo datato.

Ecco perché le ragazze “surfano” felici tra minigonne, alte al massimo un palmo, short inguinali, canotte attillate, meglio se con strappi, jeans aderenti come una seconda pelle o, al contrario, in versione maxi, con risvolti alla caviglia e cintura di cuoio in vita. Tra i capi fondamentali c’è la felpa, che in base alla marca stampata sul petto fa intuire a quale clan cultural-stilistico-giovanile si appartiene. E le sneakers? Sono la loro magnifica ossessione insieme agli anfibi. Per non parlare dei giacconi che devono essere colorati, zippati, con tasconi, imbottiti e non.

Il mondo dello streetwear affonda le sue radici in America, dove i ragazzi e le ragazze attratti dalla cultura underground delle grandi metropoli, mescolavano, a modo loro, indumenti da skate con capi più sportivi, punk o rock, imitando i cantanti rapper. E di fronte a questo fenomeno il fashion system non è stato a guardare. Anzi ha cavalcato l’onda, sfornando un ricco e sconfinato guardaroba, con marchi a go-go. Ma a dire l’ultima parola sono come sempre i giovani, a volte pre-adolescenti, che in base alle loro scelte decretano il successo di un marchio o di un altro.

I Look

Vetrina

La camicia da boscaiolo, la salopette, la felpona: uno streetwear con ispirazioni Grunge

Sneakers colorate

Tinte fluo o pastello, arditi accostamenti cromatici, stampe animalier: la sneaker colorata vuole farsi notare

Tecno fitness

Dallo zainetto ai "panta" tecnici, dallo smart watch ai cardio fitness, anche in palestra meglio seguire le tendenze. E vestirsi fashion

Sportswear chic: l’eredità di stile del lockdown

7 Days
Lavorare da casa è ormai la norma, ma come vestirsi per le riunioni su Zoom? Il codice che si è imposto è lo sportivo comodo ma fashion: felpe senza cappuccio e pantaloni con elastico coordinati in tinta unita. Un look che ora sta passando dalla casa alla strada. Ecco le regole per trasformare una semplice tuta in un vestito elegante
di SERENA TIBALDI

La dice lunga sulle nostre abitudini il fatto che durante il lockdown, un periodo cioè in cui è stato impossibile praticare qualunque sport, l'unico genere d'abbigliamento ad avere registrato un'impennata nelle vendite siano state le tute sportive.

Esatto, proprio quell’indumento che nei mesi passati non avrebbe dovuto avere alcuna ragion d'essere. Misteri della moda, verrebbe da dire. In realtà, questo enorme successo nasce in risposta al dilemma sull'abbigliamento da casa presentatosi con la pausa forzata, sul come essere “in ordine” ma allo stesso tempo comodi, pronti per una video-call su Zoom (nuovo flagello della nostra epoca) e modaioli il giusto: c’è voluto poco perché l’interrogativo si trasformasse nel trionfo dello sportswear.

A emergere, e pure rapidamente, è stato infatti un look preciso: felpa (se possibile senza cappuccio) e pantaloni con l'elastico in vita e alle caviglie, di cotone, rigorosamente coordinati in tinta unita - preferibili i toni pastello o i neutri -, senza stampe, motivi o disegnini vari. Come indicazioni sono parecchio precise, e sono stati talmente tanti quelli che le hanno seguite che, dopo le prime settimane di assestamento del trend, diverse piattaforme di shopping online si sono attrezzate con una sezione a parte solo per la categoria; un investimento che è valso la pena fare, visto che il fenomeno non pare andare a esaurirsi, anzi.

Con la fine (si spera definitiva) della quarantena, le tute in questione sono infatti passate dalle case alle strade, piazzandosi di diritto fra le nuove tendenze da seguire. Esagerato? Mica tanto: grazie all’estetica minimal a cui fanno riferimento, sono facilmente modellabili a seconda delle necessità, e fanno la loro figura anche nelle situazioni più formali. E sì che non è difficile adattarle alla vita “reale”: basta sostituire pantofole e calzettoni con décolletées, anfibi o sneakers di ultima generazione, abbinarle a soprabiti e giacche oversize di taglio maschile per dare più definizione alle linee e, per il colpo di grazia, accessoriarle con bijoux dalle dimensioni importanti, meglio ancora se dorati. In tre mosse si arriverà così ad avere “il” look della stagione: e tutto grazie a una tuta.

I Look

Sneakers bianche

La classica da tennis dialoga con la massiccia “ugly chic”: la sneaker bianca è un passe-partout di stile

Progetto editoriale Simona Movilia, coordinamento editoriale Fabrizio Filosa, Anna Lupini e Donatella Genta, testi Serena Tibaldi, Donatella Genta, Silvia Luperini, Laura Asnaghi, Ilaria Ciuti, Sofia Gnoli, ha collaborato Marika Gennari,
grafica e sviluppo Angel Patricio Susanna, supervisione Annalisa D'Aprile